Auto ibride usate: compriamo anche quelle e al giusto prezzo

Le auto ibride rappresentano una delle ultime soluzioni tecnologiche per ridurre i consumi e l’impatto ambientale della circolazione.

Non tutti però vogliono un’auto ibrida: molti modelli hanno un costo eccessivo, inoltre il comportamento stradale soddisfa solo le esigenze di automobilisti particolari. E non tutti vogliono prendersi cura delle batterie né rinunciare alla velocità.

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1. Auto ibride: la tecnologia del futuro?

È passato molto tempo da quando le auto ibride erano un’idea di nicchia, vista come una stravaganza tecnologica: era il 1997 quando l’azienda giapponese Toyota decide di commercializzare su larga scala uno dei primi modelli ad alimentazione ibrida elettrico-benzina, la Toyota Prius.

Questo storico modello non solo ha riscosso successo nel mercato domestico - spingendo le connazionali ad innovare e rendendo il Giappone un paese all’avanguardia sulle ibride - ma si è affermato a livello globale. Alla Prius hanno fatto seguito altri modelli giapponesi; e dopo un decennio di vantaggio nipponico, si sono unite presto le case automobilistiche europee e americane. Tanto che la svedese Volvo ha deciso di abbandonare i motori a scoppio entro il 2019, fornendo alle sue auto esclusivamente motori elettrici o ibridi.

Il motivo di questo cambiamento mondiale? È semplice: utilizzando un sofisticato sistema di alimentazione doppio, queste auto permettono la riduzione dei consumi di carburante fossile (benzina e diesel), con una conseguente riduzione delle emissioni. Si tratta di una tecnologia utile a completare la transizione all’elettrico, che non prevede i grossi cambi di infrastrutture delle auto alimentate solamente da batterie. Attorno a cosa si intenda per ibrido, però, c’è tanta confusione.

2. Quali tecnologie ibride offre il mercato?

Spesso si sente parlare di full-hybrid, plug-in ed altre parole tecniche il cui reale significato, però, è oscuro ai più. Inoltre, visto il suo lavoro di pioniera, si pensa che l’unica a sfruttare questa tecnologia di alimentazione sia Toyota: non è assolutamente vero, perché anche altre case hanno cominciato a interessarsi alla tecnologia, sebbene i produttori siano soprattutto giapponesi.

Ma andiamo dritti al sodo: come funzionano le ibride? In generale si può dire che le auto ibride sono vetture dotate di un sistema di propulsione che accoppia due componenti alimentati diversamente, di solito un motore elettrico ed uno termico. Proprio per questo si dice sistema “ibrido”: queste auto non sono né una cosa né l’altra, ma rappresentano una fusione dei due tipi di alimentazione. Il modo in cui funzionano queste due componenti definisce il tipo di ibrida, ecco quindi i tipi di ibride elettriche-termiche:

Le ibride "Plug-in"

Le auto ibride plug-in, spesso indicate con l’acronimo PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle), sono auto in grado di funzionare pienamente sia spinte da un propulsore elettrico (che può essere caricato da presa o in modalità wireless), sia grazie al motore tradizionale a combustione interna. Sono le auto dotate di maggiore autonomia, dotate da batterie ricaricabili che hanno una maggiore capienza e sono costruite per garantire tragitti di lunga percorrenza facendo affidamento sul solo motore elettrico. Inutile dire che le emissioni - soprattutto quando l’energia viene prodotta con rinnovabili - è di gran lunga inferiore alle altre auto. Questo tipo di vettura risulta il più popolare in assoluto, perché risolve due problemi: il primo è l’ansia di autonomia delle auto elettriche, l’altro quello delle emissioni inquinanti, perché in linea teorica grazie alla presa si può utilizzare solo l’alimentazione elettrica se le centraline per la ricarica sono disponibili. Il modello di plug-in più famoso è la Toyota Prius Plug-in Hybrid, che è appena entrato in commercio in molti (ma non tutti) mercati.

Le ibride "Full Hybrid"

Anche in questo caso si parla di motori elettrico e termico capaci di funzionare indipendentemente, ma a differire dalle ibride plug-in è il modello di alimentazione del motore elettrico. In questo caso il motore elettrico si ricarica tramite il recupero dell’energia cinetica in frenata e decelerazione, che si verificano mentre si usa il motore termico; il sistema Full Hybrid riesce poi a selezionare la sorgente di alimentazione più idonea, di solito impiegando l’elettrico a basse velocità e il termico ad alte velocità. Si tratta del tipo di alimentazione più richiesto, e le Toyota Prius più diffuse utilizzano proprio una tecnologia full-hybrid.

Le ibride "Mild Hybrid"

Nelle Mild Hybrid (cioè “ibride leggere”) il motore elettrico è alimentato da una batteria separata che viene ricaricata in frenata o quando il motore a combustione è in sovraprestazione. Il motore elettrico, però, serve sia per alimentare le apparecchiature a bordo che per assistere il motore a combustione termica ed ottimizzare consumi e prestazioni; ma non è in grado di muovere l’auto da solo. Proprio per questo si parla di ibride leggere: il motore termico viene utilizzato per caricare il motore elettrico, che a sua volta migliora i consumi e le emissioni del motore termico ottimizzando la combustione in fase di frenata e decelerazione. Sebbene non si tratti propriamente di ibride full, solitamente gli incentivi previsti per le auto ibride coprono anche le mild.

Le ibride "Micro Hybrid"

Le micro hybrid sono auto che utilizzano un sistema Start/stop che, sfruttando l’energia cinetica prodotta dal motore termico durante la frenata e la decelerazione, ricarica i sistemi elettrici di bordo senza ricorrere ai carburanti come fonte energetica. Non si tratta di ibride vere e proprie, perché non è previsto alcun intervento sulla propulsione e pertanto sono escluse da molti benefici fiscali.

3. Quali sono i pro e i contro delle auto ibride?

Dopo aver appreso la differenza tra i diversi tipi di ibride, occorre sapere che non sempre è una passeggiata. Se da un lato si dà una mano all’ambiente, dall’altra bisogna tenere a mente che non sempre le ibride sono la scelta migliore. Ci sono pro e contro che bisogna tenere a mente prima di decidere, e tutto dipende spesso da preferenze individuali.

Gli svantaggi dell'ibrido

Si inizia dal prezzo: in molti dicono che il prezzo di partenza delle ibride è alto, ma oggi è molto meno vero che in passato, sia in termini assoluti che relativi. In termini assoluti, basta pensare che dopo aver perfezionato le loro tecnologie, case come Honda o Toyota offrono ibride sotto i 20.000 €; in termini relativi perché essendo i consumi ridotti (soprattutto per plug-in e full hybrid) si recuperano facilmente i soldi investiti rispetto ad un’auto dal motore a combustione interna. Se l’auto costa di più ma i consumi sono ridotti, allora si spende di meno per i carburanti, e questo non è un aspetto da sottovalutare soprattutto se si usa molto l’auto.

Ma è anche vero che quello che non si dice è che le prestazioni delle ibride sono diverse. Essendo dotate di batterie - il cui peso varia a seconda del tipo di ibridazione - queste auto hanno una massa maggiore, il che si traduce in maggiore energia richiesta e occorre adeguare il proprio stile di guida. Le auto ibride, infatti, sono ideali per le basse velocità e nei circuiti urbani, dove il motore elettrico dà il meglio di sé ed usa tutta l’energia in tempi brevi; alle alte velocità autostradali l’energia accumulata si dissipa subito e quindi non è adatta a chi fa tragitti lunghi. O meglio: chi sceglie queste auto pensando di utilizzare ampiamente il motore elettrico deve pensare al proprio tragitto tipo.

I contro delle auto ibride

  • Vantaggi solo a basse velocità
  • Batterie esauste dopo i 250.000 km
  • Modelli spesso voluminosi
  • Prodotto di nicchia
  • Bisogna adattare lo stile di guida

I vantaggi delle auto ibride

E qui subentrano due vantaggi fondamentali: la durata nel tempo e gli sgravi fiscali. Per passare all’ibrido molte case automobilistiche offrono una copertura di solito fino ai 250.000 km, o per più tempo rispetto alle auto tradizionali. Inoltre le auto ibride plug-in, full e mild riescono a sfruttare tutti i vantaggi statali previsti per le ibride, e quindi non pagano il bollo per anni, hanno spesso polizze assicurative dai costi ridotti e offrono vantaggi anche come auto aziendali. Insomma, il passaggio alle ibride deve tener conto di tantissimi fattori.

I pro delle auto ibride

  • Esenzione dal bollo
  • Ecoincentivi, contributi statali
  • Inquinano di meno
  • Look moderno
  • Durata nel tempo

4. I modelli più diffusi e richiesti

Anche qui, c’è tanta confusione, e per le auto ibride è il nome a fare la differenza. Chi vuole fare il passaggio pensa immediatamente a Toyota e Honda, industrie pioniere del settore; anche colossi come Ford e Volkswagen hanno cominciato però a produrre modelli ibridi, sebbene meno conosciuti delle berline del Sol Levante.

Di solito vale una regola nel mercato delle auto ibride usate. La domanda è più alta per le full hybrid, visto che i costi sono accessibili e i vantaggi molto palpabili: risparmio immediato, prezzo non elevato come le plug-in ed esenzioni dal bollo. I modelli di auto ibride più richiesti sono:

Le ibride Toyota

  • Prius: è l’auto che ha cambiato le carte in tavola. Presentata nel mercato giapponese nel lontano 1997, in pochi anni è riuscita ad imporsi per diverse generazioni sui mercati europeo ed americano. È stata la macchina che ha sdoganato la tecnologia ibrida, e ha rappresentato una valida scelta per chi voleva ridurre i consumi e rispettare l’ambiente. È disponibile sia nella versione full-hybrid (l’auto ibrida più venduta e richiesta in assoluto) e nella versione plug-in da poco commercializzata. Chi possiede una Prius di generazioni precedenti non avrà difficoltà a trovare acquirenti, visto che le Prius sono sempre all’avanguardia e appetibili.
  • Yaris: una critica costante è che le ibride siano care. Ma chi l’ha detto? La versione ibrida della piccola monovolume Toyota, in base alle offerte disponibili, può anche partire da un prezzo inferiore ai 15.000 €. Permette di fare oltre il 50% dei percorsi in città in modalità elettrica: un must per chi vive in città e vuole ridurre sia emissioni che consumi. È una delle ibride più piccole in commercio e si parcheggia facilmente, unendo i vantaggi delle auto ibride agli spazi delle utilitarie.

Le ibride Honda

  • CR-V: dal 2018 sarà disponibile la versione ibrida del classico fuoristrada giapponese. Avrà anche un look aggiornato, visto che si tratta di un modello interamente nuovo: gli archi del passaruota avranno un aspetto più muscolare e le linee saranno più affilate. Si tratta di un modello chiave nella strategia nella casa.
  • Insight: assieme alla Prius, è l’auto che ha dato inizio alla tecnologia delle ibride, e come la connazionale ha avuto un iter particolare. La prima generazione era una tre posti dalle linee affusolate e anti-convenzionali, le versioni successive sono diventate un classico fra le berline ibride. Sono dotate del famoso Honda ECO ASSIST System, un sistema creato dalla casa per migliorare le economie del motore e che permette di sfruttare a pieno la tecnologia ibrida.

Le ibride Lexus

  • IS Hybrid: anche qui tecnologia giapponese, visto che il marchio di lusso appartiene alla galassia Toyota. Si tratta di una delle auto ibride più desiderate e dall’abitacolo più comodo della categoria, fattore che ne ha fatto uno dei prodotti che meglio combina lusso e basso impatto ambientale. La casa offre una garanzia di cinque anni e un buon servizio assistenza: un buon investimento a lungo termine.

Le ibride Volkswagen

  • Golf GTE Plug-in Hybrid: chi l’ha detto che solo le giapponesi producono ibride? Anche il gruppo tedesco Volkswagen ha la sua variante di ibrido, visto che propone sul modello più venduto del marchio una alimentazione ibrida dai consumi ridotti. Si tratta di un’ibrida plug-in, e la presa di caricamento si trova direttamente dietro al logo frontale della macchina. Va da sé che questo modello è forte della fiducia dei consumatori visto che si tratta pur sempre di una Golf.

Le ibride BMW

  • BMW 330e: Anche il colosso bavarese contribuisce all’offerta delle ibride con la versione plug-in di uno dei suoi modelli di punta, la Serie 3. Questa berlina unisce al comfort tipico del marchio di Monaco alle basse emissioni delle auto ibride: inutile dire che la domanda di queste auto ibride si mantiene sempre alta, soprattutto tra chi vuole un’ibrida elegante e dalle linee non troppo convenzionali. Il prezzo di partenza non troppo basso non la rende accessibile a tutti, però.

Le ibride Ford

  • Fusion hybrid: tedesche e giapponesi non sono le uniche a proporre auto dalla doppia alimentazione, visto che il colosso Ford ha una versione ibrida di una delle sue berline a tre volumi di punta della sua gamma (da non confondersi con il crossover dallo stesso nome, prodotto nei primi anni duemila). Unisce un motore a gasolio ad uno elettrico, ed è disponibile sia nella versione plug-in che full-hybrid.

Le ibride Audi

  • Q7 e-tron: si tratta di uno dei SUV ibrido gasolio-elettrico della casa di Ingolstadt ed è una tra le auto ibride più particolari sia per alimentazione che per segmento di appartenenza. Questa auto spaziosa rappresenta la scelta per chi cerca un’auto pregiata e spaziosa, più l’affidabilità del gruppo Volkswagen.

Le ibride Volvo

  • XC90 Plug-in Hybrid: nell’estate 2017 un annuncio ha destato scalpore nel mondo dell’automobile, e questo è la decisione della casa scandinava di abbandonare le auto dalla sola alimentazione termica entro i prossimi otto anni, per passare ad elettriche, e ibride (plug-in, full, mild). Uno dei modelli più rappresentativi del nuovo corso ecologico svedese è la versione plug-in della XC90, una vettura ibrida che rientra nella categoria SUV crossover.

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Una cosa chiara delle ibride è che pur essendo all’avanguardia non sono esattamente per tutti, perché pur offrendo vantaggi economici ed ambientali hanno un comportamento stradale troppo diverso da quello delle auto tradizionali. E rivendere auto ibride usate può essere complicato, perché non tutti sono pronti al passaggio alle nuove tecnologie.

Inoltre chi percorre tragitti lunghi potrebbe non percepirne i vantaggi, soprattutto per i modelli più costosi. Come fare allora se hai un’auto ibrida usata e vuoi rivenderla, magari per passare ad uno dei nuovissimi modelli?

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