Percorsi enogastronomici sulle strade toscane

Seguite i nostri imperdibili percorsi stradali attraverso i vigneti più famosi del mondo, e splendidi borghi medievali incastonati tra clivi verdeggianti.

21.08.2015

Con la vostra quattro ruote fra città pullulanti di arte e storia potrete assecondare i piaceri del palato con le migliori specialità toscane.

I percorsi stradali che qui vi proponiamo abbracciano Firenze, Siena, Arezzo, e scorrono lungo le terre del rosso Chianti, in un connubio enogastronomico e culturale più unico che raro. L’itinerario che vi suggeriamo, una gincana storicoartistica­enogastronomica, inizia nella meravigliosa Firenze e termina nello splendido borgo medievale di Loro Ciuffenna.

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1. Firenze

Nella città dei Medici, in Piazza della Signoria, davanti a Palazzo Vecchio, l’occhio rimarrà rapito dagli splendidi capolavori scultorei del Rinascimento italiano, ed il palato stupito dal “Lampredotto”, un gustoso piatto di interiora, o deliziato dalla più classica fiorentina, entrambi naturalmente accompagnati da un buon bicchiere di Chianti. Dopo una pausa rigenerante per il corpo e lo spirito, potete riprendere il volante sulla rotta del classico rosso italiano. Le tappe d’obbligo, prima di raggiungere la città del Palio, si concentrano nell’area originaria di produzione di questo ambasciatore del buon gusto tricolore in tutto il mondo, foriero di storia e tradizione già nel suo emblema.

2. Il Chianti

Il Gallo nero infatti, nello stemma della Lega del Chianti, nasce, secondo la tradizione popolare, in epoca medievale sullo sfondo della disputa tra fiorentini e senesi per il controllo di questa preziosa zona della Toscana. Le due fazioni decisero di affidarsi ad un singolare arbitrato. Sarebbero stati due cavalieri e due galli a stabilire il confine della regione: i due cavalieri sarebbero partiti al canto dei galli ed il punto in cui si sarebbero incontrati avrebbe costituito la linea di confine fiorentino­senese. I senesi scelsero un gallo bianco e lo rimpizarono di cibo, i fiorentino un gallo nero e lo lasciarono a digiuno, col risultato che quest’ultimo, affamato, si svegliò e cantò prima, regalando al cavaliere fiorentino un notevole vantaggio su quello senese. I due si incontrarono quindi a soli 12 km dalle mura di Siena e fu così la Repubblica fiorentina ad aggiudicarsi tutto il Chianti.
In origine si trattava di un’area ristretta che comprendeva Radda in Chianti, Gaiole e Castellina in Chianti. In seguito si aggiunsero altri territori tra cui Greve in Chianti. Ed è proprio questa la nostra seconda tappa, dove in viale Rosa Libri campeggia la statua in bronzo del Gallo Nero.
E se la maggior attrattiva di Gaiole sono le aziende vinicole del vino Chianti classico, Radda, con lo splendido Palazzo del Podestà del XV secolo, pullula di rinomate cantine. A Castellina invece potrete ritemprare le stanche membra in uno degli accoglienti B&B della zona, e sorseggiare anche qui il rosso elisir locale, non senza aver fatto prima una puntatina in quel di Panzano dove si trova la bella chiesa romanica di Pieve di San Leonino. In una delle storiche macellerie della zona potete acquistare delle ottime Fiorentine, o delle Panzanesi e potreste trovare ad accogliervi un macellaio che declama i versi della Divina Commedia.

3. Siena

Proseguendo sulla via del Chianti, l’altra tappa must è senza dubbio Siena con la suggestiva e originalissima piazza del Campo, a forma conchiglia, che ogni anno ospita la celeberrima corsa del Palio. Anche qui potete assecondare il vostro palato, assaggiando la ribollita, i pici, una pasta di grano tenero al ragù di maiale, o il rinomato dolce speziato di origine medievale: Il panforte.

4. Arezzo

Giunti ad Arezzo, assolutamente da non perdere la Chiesa di S. Francesco con il magnifico ciclo di affreschi di Piero della Francesca. Per soddisfare anche il palato vi consigliamo di fermarvi in un’osteria o in un agriturismo, assaporando delle pappardelle all’aretina con sugo di lepre, oppure, per chi carnivoro non è, zuppa di cavolo, panzanella o la famosa pappa al pomodoro, naturalmente annaffiati dal Chianti dei Colli Aretini o dal Bianco vergine della Valdichiana.

5. Loro Ciuffenna

Dulcis in fundo, meta d’obbligo per chiudere in bellezza, il borgo di Loro Ciuffenna, definito anche “Montecarlo del Valdarno”, che oltre ad ospitare il mulino ad acqua più vecchio della Toscana, propone un’ampia gamma di specialità gastronomiche, tra cui il fagiolo zolfino, la tagliata, il prosciutto del Pratomagno, e il castagnaccio, e consente quindi di terminare il percorso con un vero e proprio pranzo “pantagruelico”.

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