Vendita auto per esportazione: cos’è e quando farla

Vendere un’auto non è facile, e lo è ancora di meno se ha perso appeal nel mercato di riferimento. Cosa succede a chi ha un’auto dal chilometraggio elevato o a cui è stata impedita la circolazione in centro? Si dovrà sicuramente rinunciarci. A chi rivenderla? Fortunatamente, Noicompriamoauto.it compra anche queste auto quasi impossibili da vendere.

Su Noicompriamoauto.it il processo di vendita della propria auto usata è facilissimo, non occorre preoccuparsi di altro: si usa lo strumento di valutazione e si ottiene una prima stima orientativa, poi un appuntamento dal vivo con uno dei nostri esperti, e il gioco è fatto. Altri, invece, scelgono di rivendere la propria macchina in mercati stranieri: il processo di vendita auto per esportazione, però, comporta rischi e complicazioni.

Non solo spesso vengono richiesti pagamenti in contanti, ma la legge impone forti limitazioni: si sospetta che molte ditte che effettuano l’esportazione siano connesse al riciclaggio di denaro, o ancora alla rivendita clandestina delle componenti. Un processo pieno di insidie di cui ogni automobilista farebbe volentieri a meno. E poi non tutti sanno cosa prevede la legge.

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Vendita auto per esportazione: cosa prevede la legge

Come comportarsi con l’esportazione di veicoli viene sancito dal comma 1 dell’articolo 103 del codice della strada modificato a maggio 2017 e in base al quale occorre effettuare due passaggi cruciali: cancellare il veicolo dal P.R.A. (il Pubblico Registro Automobilistico gestito dall’ACI) dopo una revisione certificata e dall’esito positivo.

Articolo 103

«La cancellazione è disposta a condizione che il veicolo sia stato sottoposto a revisione, con esito positivo, in data non anteriore a sei mesi rispetto alla data di richiesta di cancellazione. Per raggiungere i transiti di confine per l'esportazione il veicolo cancellato può circolare su strada solo se munito del foglio di via e della targa provvisoria [...]»

Il primo passo per esportare un’auto usata è una revisione ufficiale, fatta sei mesi prima della richiesta di cancellazione e in base alla quale tutte le componenti sono funzionanti; senza questo controllo non sono possibili né l’esportazione né la cancellazione dal Pubblico Registro. Dopo la revisione, il possessore riceve una targa provvisoria per varcare i confini nazionali, accompagnata da un certificato che ne approva la fuoriuscita dall’Italia.

Sicuramente è un problema, perché alcuni veicoli esportati non sono necessariamente capaci di circolare: o sono troppo inquinanti, o incidentati, oppure vengono acquistati per il valore storico/museale. E il foglio di via viene rilasciato sulla base di criteri non esattamente chiari.

Ma non finisce qui, perché in base al primo comma la revisione e il foglio di via non bastano. Una volta passata la revisione, bisogna cancellarsi dal registro, come sancisce il comma 1 dello stesso articolo del Codice della Strada.

Comma 1

«Per esportare definitivamente all'estero autoveicoli [...] l'intestatario [...] chiede all'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti [...] la cancellazione dall'archivio nazionale dei veicoli e dal P.R.A., restituendo le relative targhe e la carta di circolazione [...] nel rispetto delle vigenti norme comunitarie».


Niente più immatricolazione all'estero: i dubbi restano?

Un aspetto ancora più controverso rimane: una precedente legge del 2015 prevedeva l’obbligatorietà di nuova immatricolazione nel paese di destinazione, contestualmente alla vendita. Il motivo è che molte auto venivano inviate fuori dall’Italia non per essere guidate, ma per essere rottamate a costi minori: esportare un bene segue norme diverse dall’esportazione di un rifiuto, attività osteggiata dalle leggi comunitarie, soprattutto se coinvolgono Paesi che dell’Unione non fanno parte. La legge 103 in vigore tra il 2015 e il 2017, infatti, era considerata all’avanguardia a livello mondiale proprio per questo motivo.

Auto pagate in valuta estera

Oggi invece basta cancellare l’auto dal registro automobilistico e una volta oltre i confini nazionali non occorrerà fare alcunché: secondo il Codice della Strada, la vendita auto per esportazione implica che una volta fuori dall’Italia si possa disporre della vettura come meglio si crede. Questo rende le auto oggetto di traffici sospetti e anche di ispezioni frequenti, soprattutto al di fuori dell’Unione Europea. I dubbi non mancano, e per tutti questi motivi la legge potrebbe essere presto oggetto di modifiche.

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Cosa comporta l’esportazione di auto all’estero

Se già la legge italiana è nebulosa e in continuo cambiamento, c’è un altro problema a cui è legata la vendita auto per esportazione: la legge del Paese ricevente. Una volta esportato il veicolo, infatti, non è detto che la normativa del Paese di destinazione renda le cose facili. Potrebbe essere necessario ricorrere ad avvocati, notai, traduttori legali e qualsiasi altra figura indicata dalle normative locali.

Il che comporterà a sua volta dei costi. Soprattutto al di fuori dall’Unione Europea, dove se da un lato esistono mercati più permissivi (in termini di emissioni e dotazioni di sicurezza), dall’altro i controlli doganali potrebbero risultare molto più burocratizzati dell’Europa. Ma si tratta sempre del migliore degli scenari, perché non sempre si hanno tutti i fogli necessari e non sempre si passano i controlli doganali.

Cosa vuol dire, in parole povere? Che anche a fronte di una buona offerta, pochi clienti sono disposti a sobbarcarsi i costi e le complicazioni legate all’acquisto. E poi le offerte che si ricevono possono essere legate ad attività sospette: la cifra offerta può essere troppo alta (riciclaggio o frode), troppo bassa (il valore è di molto superiore in altri mercati) o l’auto viene utilizzata per esportare sostanze illegali da un confine all’altro. Insomma: la vendita auto per esportazione è un processo complicato, quando ha esiti positivi; e pericoloso, quando ci si rivolge all’acquirente sbagliato. Cosa fare in questi casi?


Un’alternativa sicura all’esportazione auto

Perché scervellarsi su come esportare l’auto in Cina, in America o in Russia quando si può trovare un acquirente nelle vicinanze? E poi esportare l’auto dall’Italia sembra particolarmente complicato.

Garage auto esportate

Oltre alla revisione (che non tutte le auto passano, soprattutto quelle destinate ad altri mercati) c’è la radiazione dal P.R.A., la ricerca dell’acquirente più affidabile, magari bisogna pagare qualche traduzione qua e là, oppure si rischia di essere coinvolti in strani traffici. Come si fa, allora, a sbarazzarsi della propria auto usata quando il mercato italiano non ne vuole proprio sapere?

Con Noicompriamoauto.it potrai sbarazzarti facilmente di qualsiasi veicolo, vecchio, di nicchia o danneggiato; e sempre per il suo vero valore. Ti basterà inserire alcune informazioni sullo strumento di valutazione in cima alla pagina, e in breve riceverai una prima stima orientativa; poi potrai prenotare una visita nei giorni successivi, in una delle sedi vicino casa tua.

Riceverai una perizia gratuita da uno dei nostri affidabilissimi esperti: nessun traffico di dubbia provenienza, non dovrai aspettare sei mesi né fare revisioni, o tantomeno rivolgerti alla Dogana o a un avvocato multilingue. Dovrai solo far vedere la tua macchina e dopo un’offerta non vincolante, nel caso in cui dovessi accettare, potresti concludere la vendita in meno di 24 ore. Molto più facile dell’esportazione, no?

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