Euro 6: quando possono circolare

Oggi, per chi possiede un’auto vecchia, guidare diventa sempre più difficile: chi non ha un’auto Euro 6 rischia numerosi divieti e sanzioni.

La normativa Euro 6 sta limitando fortemente la circolazione delle auto troppo inquinanti per migliorare la qualità dell’aria e salvaguardare la salute dei cittadini.

Cosa fare allora se si possiede un’auto troppo datata e dalle emissioni nocive? Semplice: si può passare ad uno degli ultimi modelli, vendendo la propria auto usata su noicompriamoauto.it. L’offerta non è vincolante e il pagamento è veloce e sicuro, e inoltre ci occuperemo noi di tutta la burocrazia, compreso il passaggio di proprietà.

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1. Auto Euro 6: fino a quando possono circolare?

La risoluzione del Consiglio Europeo del 20 giugno 2007 (n. 715/2007/ce) ha stabilito con precisione i criteri con cui i produttori di auto devono progettare li loro veicoli per ridurre i gas di scarico dei modelli diesel e benzina.

L’obiettivo della classificazione Euro 6, in vigore da settembre 2014, è quello di diminuire l’emissione di sostanze inquinanti, con un’attenzione particolare per quelle di monossido di carbonio (CO), ossidi di azoto (Nox) e particolato (PM), portandoli ai seguenti livelli:



Ad essere colpiti sono soprattutto i motori diesel: i limiti di emissioni sono passati dagli 0,18 g/km per gli ossidi di azoto previsti per gli Euro 5, agli 0,08 g/km. Rispetto ai motori Euro 5, i benzina non subiscono sostanziali cambiamenti.

La tecnologia introdotta con il nuovo standard europeo è la “Riduzione selettiva catalitica”, un sistema attraverso il quale un agente chimico riducente viene aggiunto ai gas di scarico e trasforma gli ossidi di azoto in acqua e azoto (non nocivi) e li espelle attraverso il tubo di scappamento.

Una tecnica alternativa è il ricircolo dei gas esausti (Exhaust Gas Recirculation o EGR), governato dalla centralina, che permette la riduzione degli agenti inquinanti ma solo fino al 15%.

Per la normativa Euro 6, l’UE ha inoltre previsto un ciclo di modifiche progressivo in base al quale, durante il periodo 2014-2021, verranno introdotte alcune restrizioni ai costruttori di veicoli motorizzati. Proprio per questo si parla di standard Euro 6a, 6b, 6c e 6d.

2. Divieti nelle città per Euro 6 e differenze fra Euro 6a 6b 6c e 6d

Anche se le auto Euro 6 sono recenti, presto saranno anch'esse interessate dai blocchi alla circolazione, soprattutto se si tratta di motori diesel e se si dovessero presentare situazioni di alto inquinamento atmosferico urbano. Milano e Roma, ad esempio, introdurranno blocchi per le Euro 6 diesel entro il 2030. Per i benzina, la sorte potrebbe essere diversa, ma difficilmente potranno circolare dopo il 2035.

Le differenze fra Euro 6a, 6b, 6c e 6d

Non tutti sanno precisamente cosa distingue gli standard di catalogazione più recenti: Euro 6a, 6b, 6c e 6d?

  • Euro 6a: questo standard, introdotto in tutti i Paesi dell'Unione nel settembre 2014, riguarda tutti i veicoli immatricolati a partire da gennaio 2016. Le emissioni di CO equivalgono a 0,5 g/km per i diesel e 1 g/km per i benzina, quelle di NOx sono fissate allo 0,080 g/km per i diesel e 0,060 per i benzina, quelle di particolato (PM) allo 0,005 g/km per entrambe.

  • Euro 6b: questa classe si differenzia dalla 6a per quanto riguarda le emissioni di PM, ridotte allo 0,0045 g/km per entrambe. Le emissioni per le altre sostanze sono uguali al livello 6a.

  • Euro 6c: questa normativa è obbligatoria per tutti i modelli omologati da settembre 2017 ed entrati nel mercato a settembre 2018. L’unica modifica riguarda le auto a benzina che dovranno ridurre il PM da 6x1012/km a 6x1011/km. Inoltre, lo standard 6c prevede che il livello delle emissioni CO venga rilevato tramite un nuovo metodo applicato su strada (e non più solamente in laboratorio): il Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedures (WLTP).

  • Euro 6d: si tratta di una norma attiva da gennaio 2020 per le omologazioni e dal primo gennaio 2021 per le immatricolazioni. La direttiva si concentrerà sulla modifica ulteriore dei cicli di omologazione. In realtà, già a partire dall’autunno 2017, tutte le vetture verranno prodotte secondo lo standard Euro 6d-TEMP che prevede che i livelli di inquinamento del NOx vengano misurati attraverso una prova su strada chiamata RDE (Real Driving Emissions) e il rilevamento della CO tramite WLTP. Fino al 2020 i si parlerà quindi di Euro 6d-TEMP, perché sarà concesso un margine di errore ai produttori.

Mentre le differenze fra Euro 6a e 6b riguardavano la soglia accettabile di PM, CO e NOx, la differenza fra 6c e 6d riguarda il metodo attraverso il quale vengono testate queste emissioni. Attraverso il WLPT e il RDE l’UE vuole introdurre dei metodi di rilevazione più affidabili e precisi.

Auto Euro 6: quali sono i vantaggi?

Visto che le restrizioni riguardano solitamente le classificazioni più datate, avere un modello sufficientemente aggiornato consente di evitare eventuali divieti di circolazione.

Chi acquista i nuovi diesel o passa all’elettrico potrà inoltre ridurre l’impatto ambientale degli spostamenti ed evitare eventuali sazioni che vanno da un minimo di 163€ a un massimo di 658€.

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