Vendita auto modificate: va bene anche la tua!

Hai trovato l’auto sportiva dei tuoi sogni e l’hai comprata. Ma il momento di vendere arriva per tutti e la vendita di auto modificate è ricca di insidie.

Perché? Le auto elaborate sono un prodotto per appassionati, e l’estetica sportiva non è per tutti. Le auto modificate sono difficili da vendere, perché bisogna vedere che tipo di variazioni sono state apportate. Alcune potrebbero essere poco sicure.

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Vendita auto modificate in Italia: cosa prevede la legge

La modifica delle componenti estetiche o meccaniche delle auto, il cosiddetto “tuning”, non è un fenomeno nuovo. Spesso legato ad ambienti sportivi o a corse clandestine, di recente l’Unione Europea ha spinto per una regolamentazione del tuning delle auto, in modo da dare impulso al settore automobilistico e proteggerlo dalla crisi. Il mercato italiano, però, è molto diverso: se da un lato le norme non osteggiano apertamente la modifica delle auto, dall’altro la rendono complicata. E, di conseguenza, anche la vendita auto modificate ne risente.

Gli articoli 75 e 78 del Codice della Strada e più una sentenza della Corte di Giustizia Europea del 2008 hanno stabilito che un’auto modificata deve essere sottoposta a una verifica prima di finire su strada, ed essere dotata di un certificato di omologazione rilasciato da un ente autorizzato. Un processo burocratico scoraggiante e che non tutti vogliono fare.

Auto modificata basso

Cosa si intende per tuning?

Per la legge vengono considerati “tuning” 5 tipi di modifiche: gli interventi estetici come stickers e verniciature, gli interventi ai motori per migliorare le performance, gli interventi ai fanali e all'illuminazione interna, la modifica degli impianti stereo e infine ogni tipo di modifica alla disposizione degli interni.

Prima del decreto milleproroghe del 2009, i possessori di mezzi modificati dovevano chiedere alle case automobilistiche un nullaosta per l'approvazione delle modifiche, indispensabile per la circolazione. Ma grazie anche alle pressioni dell’Unione Europea, il processo è cambiato: il veicolo può essere sottoposto a una semplice visita della Motorizzazione Civile. Inoltre, i veicoli omologati in altri Paesi europei da enti locali (autorizzati) - come il tedesco Tüv - possono circolare anche in Italia. In generale, però, occorre capire cosa può essere modificato e cosa no.

Chi approva le modifiche? Il decreto Milleproroghe del 2009 prevede che:

«il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti indichi con norme specifiche per l'approvazione nazionale dei sistemi, componenti ed entità tecniche, nonché le idonee procedure per la loro installazione quali elementi di sostituzione o di integrazione di parti di veicoli su tipi di autovetture e motocicli nuovi o in circolazione.»

Cosa vuol dire? Contrariamente a quanto avviene da molto tempo in Germania e in Spagna, il tuning senza la necessità di rivolgersi alle case automobilistiche è una pratica recente, e con molti obblighi.

In Italia la normativa prevede che anche gli elementi della carrozzeria sostituiti presso un’officina autorizzata (perfino gli alettoni), siano sottoposti a una verifica della conformità dei singoli elementi presso la Motorizzazione. Solo dopo un collaudo la Motorizzazione rilascerà un certificato di omologazione: ogni modifica deve essere approvata e registrata su libretto.I rischi? Si parla di sanzioni che possono andare dai 370 € ai 1.485, oppure il rifiuto delle assicurazioni di pagare danni a terzi quando le modifiche non sono state approvate e registrate.

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Quali elementi è legale modificare? Il tuning in Italia

Proprio a causa delle normative vigenti in Italia e alla difficoltà del mercato di tuning, ti ricordiamo un aspetto fondamentale della vendita auto modificate: il valore di una vettura può variare di molto se le componenti sono state installate da un’officina autorizzata e registrate sul libretto, rispetto a una vettura modificata con sapiente (ma non autorizzato) fai-da-te.

Comunque anche in questo caso la legge italiana è particolarmente rigida, visto che le modifiche consentite sono poche e di natura limitata.

Luci

Si inizia con le luci blu: in base a quanto previsto dalle norme comunitarie e dalla legge italiana, ogni colorazione diversa dai dispositivi di illuminazione e segnalazione luminosa di serie va considerata una modifica. Queste modifiche, però, non sono tollerate dalla legge: chi circola con fari di colore diverso dal bianco - in uso o meno - rischia il ritiro della Carta di Circolazione.

Marmitta

Altra componente spesso oggetto di auto tuning è la marmitta, che in base a quanto previsto dalle norme comunitarie deve sempre essere accompagnata da un’attestazione di omologazione da parte del costruttore; non deve mai superare in decibel la rumorosità indicata sulla Carta di Circolazione dell’auto.

Vetri

Un discorso diverso va fatto per i vetri oscurati: per la legge italiana è un no categorico. La legge vieta in toto l’installazione delle pellicole oscuranti su parabrezza, cristalli laterali anteriori e specchietti retrovisori. Le pellicole oscuranti possono essere installate solamente ai vetri laterali posteriori e al lunotto posteriore - ammesso che gli specchietti retrovisori siano funzionanti.

Stereo

Altoparlanti e subwoofer possono essere installati, ma le disposizioni sono nebulose e le modifiche sono osteggiate. Una sentenza del 2015 della Corte di Cassazione indica il reato di “disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone” per chi transita “sulla strada pubblica con alto volume dello stereo”. Le multe possono arrivare a 300 €, e alcune modifiche vengono considerate alterazioni (pericolose) degli impianti elettrici.

Estetica

Per quanto riguarda le modifiche estetiche come spoilers, alettoni e minigonne, la legge è meno severa: possono essere installate dal proprietario purché non sporgano dalla sagoma del veicolo e la forma non sia appuntita. Tra l’altro, rispettando queste condizioni base, non occorre neanche aggiornare la carta di circolazione (gli interventi vengono considerati accessori al pari di un portabiciclette o di un portapacchi).

Sospensioni

Se invece la macchina è dotata di minigonne molto sporgenti o ribassate, occorre un certificato di omologazione; e se per installarle è stato necessario modificare le sospensioni, il veicolo è del tutto illegale. Modificare le sospensioni non è consentito dalla legge; è sempre vietato sostituire le sospensioni del modello originale, con tutte le sanzioni che ne derivano.

Cosa bisogna preparare prima di vendere un’auto modificata?

Prima di rivendere una vettura modificata occorre accertarsi che tutte le sue componenti siano idonee alla circolazione e che ogni modifica sia stata approvata dalla Motorizzazione e trascritta su libretto, anche nel caso di elementi marginali come gli alettoni. Se si riesce ad avere una certificazione da un ente europeo - che sia la motorizzazione italiana o la tedesca Tüv non importa - il veicolo può essere rivenduto tranquillamente ed essere considerato idoneo alla circolazione.

E se invece le modifiche non sono state approvate? La vendita auto modificate si fa complicata, visto che una spesa da considerare è il ripristino del modello alle condizioni di fabbrica; o ancora, i costi per una verniciatura più sobria o per la ridisposizione degli interni. Proprio per questo motivo, la vendita auto modificate è complicata. Alcuni concessionari evitano questo tipo di vetture e si tratta di una nicchia di mercato con così pochi appassionati che la domanda è estremamente limitata.

Se prima di vendere la proprio auto usata ci si accorge che il tuning ha investito alcune componenti cruciali, occorre ripristinare le impostazioni originali: questa scelta comporta comunque un costo di ripristino, e se il ripristino non viene fatto... si deve acconsentire a una forte svalutazione. Oltre all’idoneità alla circolazione, bisogna ricordarsi che alcune modifiche estetiche soddisfano una domanda ben ristretta: non a tutti piace lo stile muscoloso tipico delle auto modificate.

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