Covini Engineering. Sei ruote di passione

E se le auto avessero 6 ruote anzichè 4? L'azienda italiana Covini Engeneering ne ha realizzato prototipi già dal 1981. Scopri quali sono.

07.12.2018

Covini Engineering: 6 ruote di passione

Oggi si fa un gran parlare di auto a guida autonoma e motori elettrici di ultima generazione. ma anche altre idee ancora in fase di sviluppo meritano senz'altro una menzione per il loro potenziale, in grado di scardinare le convinzioni più radicate.

Una di queste è senz'altro la trovata delle auto a 6 ruote, un progetto tutto italiano nato già negli anni '80 alla Covini Engeneering.

1. La storia di Covini Engineering: l’uomo ed il marchio

La Covini Engineering è un'azienda di nicchia, fondata nel 1978, che produce e realizza prototipi e modelli di auto extralusso. Non si tratta però dei soliti esemplari di puro design. Le auto di Covini sono vetture rivoluzionarie dal punto di vista meccanico e sono un prodotto dal genio e dall'inventiva dell'Ingegner Ferruccio Covini.

Ferruccio Covini

Nato nel 1948 in un piccolo comune dell’Oltrepò pavese, ad Arena Po, il poliedrico Ferruccio, aveva mostrato fin da piccolo un grande amore per le quattro ruote e l’alta velocità.

Le automobili divennero ben presto “passione e cruccio” da condividere con gli amici e lo portarono, molti anni dopo, alla stesura di un romanzo "Via Emilia 33", dato alle stampe nel novembre del 2014.

Nel 1978, l'ingegner Covini, già attivo su diversi fronti lavorativi e professionali, come docente universitario e consulente, fondò dunque un'azienda tutta sua, che potremmo definire a tutti gli effetti artigianale, e che a tutt’oggi si occupa di vetture statiche e dinamiche, concentrandosi sull'innovazione tecnologica e la sperimentazione.

2. Le auto a sei ruote di Covini

Come abbiamo detto, uno dei prodotti che hanno portato alla ribalta la Covini Engeneering è senz'altro rappresentato dalle auto a 6 ruote. In queste vetture, parallelamente alle ruote anteriori, viene infatti aggiunta una seconda fila di 2 pneumatici. Un'idea, questa, che ribalta il concetto stesso di automobile inteso appunto come quattro ruote.

Auto Covini

Ma perchè creare una macchina apparentemente fantasmagorica e degna di menzione solo nei fumetti di Batman? La risposta si trova in un'intervista rilasciata a Noicompriamoauto.it nel 2014 dallo stesso Covini.

Le parole dell'Ing. Covini a Noicompriamoauto:

Il mondo delle supercar è un mondo difficilissimo. Riuscire anche solo a mettere fuori la testa significa scontrarsi con giganti. L'asso nella manica possono essere solo vetture tanto innovative da attirare finanziamenti e capitali per la ricerca.

Creare auto a 6 ruote, quindi, significa per la Covini attirare collezionisti da tutto il mondo, pronti ad investire fortune per accaparrarsi un'idea unica e geniale, come spesso accade nel mercato di nicchia delle hypercar.

3. Quali vantaggi e svantaggi offrono (sulla carta) le 6 ruote?

Le auto a 6 ruote non sono solo una geniale trovata di business. Dietro si cela uno studio approfondito sui vantaggi meccanici che un'auto di questo tipo comporta. Avere più pneumatici consente infatti una prestazione più efficace sul piano di:

  • potenza frenante
  • comfort
  • sicurezza sul bagnato (minor rischio di aquaplaning)
  • tenuta laterale

A questi punti si aggiungono naturalmente anhce alcuni svantaggi che possono talora rendere la gestione di questo tipo di veicoli più complesso. I punti critici, riconosciuti durante l'intervista dallo stesso progettista, sono infatti:

  • maggiore complessità meccanica
  • maggiore peso
  • maggiori costi di costruzione e manutenzione

4. I prototipi delle auto a 6 ruote di Covini Engineering

Per la Covini Engeneering, gli studi sul mondo delle sei ruote non affatto finiti, anzi si tratta di un mondo in continua evoluzione sul piano meccanico e tecnico.

Dal 1981, data di presentazione ufficiale del primo modello fino ad oggi, sono stati realizzati diversi prototipi, che passo dopo passo hanno portato alla realizzazione del primo vero modello a 6 ruote.

Per lo più si tratta di esemplari unici che intercettano gli interessi di un pubblico estremamente ristretto ed esclusivo. Ecco quali 3 modelli che hanno segnato la storia dell'azienda italiana.

COVINI B24 Turbocooler, detta anche Sirio (1981)

Questa berlinetta sportiva a due posti con motore Diesel Turbo Intercooler, fu presentata per la prima volta al Salone dell'Auto di Ginevra nel 1981. Si tratta ancora di un'auto a quattro ruote ma fu comunque concepita come vettura-laboratorio al fine di verificare avanzate tecnologie, fra cui l'inedito intercooler aria-liquido.

Fu la prima vettura stradale con motore Diesel a superare i 200 km/h. Il veicolo sbarcò anche sul mercato a stelle e strisce, dove ne furono realizzate 9.

Covini B24

COVINI C36 Turbotronic, (1998)

La C36 si presenta ancora una volta come auto a quattro ruote, ma rispetto al modello del 1981 registra prestazioni molto superiori e decisamente perfezionate.

Dotata di motore posteriore longitudinale Detroit Diesel, tipo HR 638, e con carrozzeria in resina di carbonio, la Supergranturismo stradale vanta prestazioni ad altissimo livello e con i suoi 313 cavalli di potenza, raggiunge una velocità massima di 300 km/h.

Covini C36

COVINI C6W (2008)

E' la prima vera supercar a 6 ruote: più di 400 cavalli, lanciati a 300 km/h. Un eccezionale veicolo, frutto di ben 34 anni di incubazione, che non conosce compromessi di alcun genere, riuscendo nel difficile connubio tra massima sicurezza e mirabolanti prestazioni.

Le 4 ruote sterzanti anteriori consentono infatti di migliorare la frenata, il comfort di marcia, nonchè la stabilità direzionale. Inoltre, la vettura, grazie alla sua semplice linea costruttiva, è molto leggera, con un peso inferiore ai 1200 kg, cosa che le consente di tenere un fantastico comportamento su strada.

Covini C6w

Le frontiere della ricerca scientifica dell'Ingegner Covini sono senz'altro inesauribili e i progetti della Covini Engeneering rappresentanto uno squarcio molto interessante sulla mobilità del futuro. Uno squarcio che indubbiamente apre molti interrogativi ma che fa anche riflettere su come le nostre convinzioni sul mondo delle auto possano cambiare da un momento all'altro.

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