Covini Engineering. Sei ruote di passione

Un vago odore di passione e benzina”. È questa la sensazione che affiora alla mente quando si parla di “Covini Engineering”, ditta fondata dall’omonimo ingegnere, la quale costruisce artigianalmente motori diesel, automobili sportive, berlinette e superlusso dal sinuoso design e dalla meccanica impeccabile.

23.11.2015

Covini Engineering: 6 ruote di passione

1. La storia di Covini Engineering: l’uomo ed il marchio

La storia è quella del geniale e versatile Ferruccio Covini: l’ideatore, il progettista ed il costruttore di auto fantasmagoriche, anche a 6 ruote, supercars dai molti cavalli e dalle prestazioni da capogiro. Si potrebbero, non a caso, considerare vetture galattiche, dal momento che il signor Covini, fondatore dell’omonima casa automobilistica, iniziò la sua fortunata attività di costruttore di vetture da sogno dopo una laurea in ingegneria meccanica aerospaziale all’ateneo patavino. Nato in un piccolo comune dell’Oltrepò, ad Arena Po, in provincia di Pavia, nel 1948, il poliedrico Ferruccio, omonimo del leggendario Lamborghini, a testimonianza che homen è nomen, fin da piccolo aveva mostrato un grande amore per le quattro ruote e l’alta velocità. Le automobili divennero ben presto “passione e cruccio” da condividere con i gli amici e lo portarono, molti anni dopo, anche alla stesura di un romanzo “Via Emilia 33". Un’isola in mezzo al cielo, uscito alle stampe nel novembre del 2014. Dopo la realizzazione di diversi modelli per hobby o meglio passione, nel 1978 la “Covini Engineering” vide la luce. L'ingegner Covini, già attivo su diversi fronti lavorativi e professionali, come docente universitario e consulente, fondò dunque un'azienda tutta sua, che potremmo definire a tutti gli effetti artigianale, e che a tutt’oggi si occupa di vetture statiche e dinamiche, concentrandosi sull'innovazione tecnologica e la sperimentazione.

2. Intervista all'Ing. Ferruccio Covini

Come è iniziata la sua fortunata carriera di costruttore di super cars?

Ferruccio Covini

È iniziata nella notte dei tempi, nel senso che se parliamo di disegni e progetti di auto, questi li facevo sin da bambino. Meglio delle mie parole, il mio libro da poco pubblicato, "Via Emilia, 33" racconta come è nata la mia passione e come si è sviluppata la mia abilità nel disegnare auto, in particolare supercar. Il romanzo racconta tutt'altro che le automobili, si tratta di una storia vera e drammatica "in un vago odore di passione e di benzina" (parole tratte dal testo), perchè ha come sottofondo la situazione motoristica degli anni '50. Infatti il contenuto di questo libro lo definisco "preistoria aziendale". Dal punto di vista costruttivo invece l'attività è iniziata quando frequentavo l'Università: insieme ad un mio compagno di studi avevamo deciso di realizzare una fuoriserie su un pianale di serie. Si erano fatte molte ipotesi e molti progetti, tuttavia Il servizio militare mi distolse dal progetto e l'auto venne realizzata dal mio compagno, mentre a me rimase solo di farne il collaudo e curarne l'omologazione. Ma quest'auto mi aveva insegnato tutto.

Come già affermato sopra, non ho mai pensato di produrre auto, ma solo di disegnarle e realizzarne eventualmente il prototipo, anche se le vicissitudini della vita mi hanno portato anche a "produrre" qualche esemplare.

Non definirei la mia carriera propriamente fortunata, piena com'è stata di inconvenienti e incidenti di percorso, anche se, devo ammettere, rapportata alla realtà di tanti che ci hanno provato e ancora di più di tantissimi che non sono nemmeno riusciti a provarci, sono stato fortunatissimo, anche se non è la parola giusta.

Le auto a 6 ruote, come mai questa scelta? Quali sono i vantaggi e le differenze nelle prestazioni, se paragonate alle comuni vetture e 4 ruote?

Il mondo delle supercar è un mondo difficilissimo. Riuscire anche solo a mettere fuori la testa significa scontrarsi con giganti, tanto che viene da fare il paragone della rana col bue. I pochissimi che ci riescono hanno tutti almeno un asso nella manica: oltre a saper progettare e costruire dispongono di un ingente patrimonio familiare e/o la conoscenza delle persone giuste.

Progetti Auto

Non bastano le idee, se poi non ci sono i capitali è una battaglia persa in partenza. È per questo che l'unica possibilità di sperare di non fare come la rana col bue è quella di proporre qualcosa di molto diverso, in modo da non scontrarsi con i giganti. Il molto-molto diverso rappresenta chiaramente un rischio.

Ecco che fra le mie creazioni ci sono auto decisamente futuristiche o meglio futuribili: supercar motorizzate diesel già nel 1979, ed ora una vettura a sei ruote. Diversità, ma oculatamente valutate.

E l'asso nella manica? Vetture tanto innovative sono più che altro dei banchi prova per nuove tecnologie e questo permette di andarsi a cercare l'asso che manca, finanziamenti per l'innovazione tecnologica e la ricerca scientifica. Sono queste dunque le prime due ragioni per cui ho scelto di sviluppare una sei ruote.

Quali sono i suoi clienti? Quante auto produce in media l'anno?

Una sola vettura all'anno viene prodotta, per ora. I collezionisti lo sanno e aspettano.

Quale è stata la sua collaborazione più proficua?

Difficile rispondere. Molte sono state le aziende che hanno aiutato nei modi più diversi la nascita delle automobili Covini e tutte hanno avuto un ruolo importante. Ognuna è stata un ingranaggio, piccolo o grande che fosse, senza il quale forse il meccanismo si sarebbe inceppato.

Auto Covini

3. I prototipi

COVINI B24 Turbocooler, detta anche Sirio (1981)

Covini B24

Dotata di motore Diesel turbo intercooler, questa berlinetta sportiva a due posti fu presentata nel 1981. Concepita come vettura-laboratorio al fine di verificare avanzate tecnologie, fu la prima vettura stradale con motore Diesel a superare i 200 km/h. Alcuni esemplari furono equipaggiati con il motore 4 cilindri boxer 2500cc della Lancia Gamma, e commercializzati col nome di BT424. Il veicolo sbarcò anche sul mercato a stelle e strisce, dove ne furono realizzate 9.

Covini B24

COVINI C36 Turbotronic, (1998)

Covini C36

Dotata di motore Detroit Diesel, tipo HR 638, e con carrozzeria in resina di carbonio, la Supergranturismo stradale vanta prestazioni ad altissimo livello e con i suoi 313 cavalli, raggiunge una velocità massima di 300 km/h.

Covini C36

COVINI C6W (2008)

La prima supercar a 6 ruote: più di 400 cavalli, lanciati a 300 km/h. Un eccezionale veicolo, frutto di ben 34 anni di incubazione, che non conosce compromessi di alcun genere, riuscendo nel difficile connubio tra massima sicurezza e mirabolanti prestazioni. Le 4 ruote sterzanti anteriori consentono infatti di migliorare la frenata, il comfort di marcia, nonchè la stabilità direzionale. Inoltre, la vettura, grazie alla sua semplice linea costruttiva, è molto leggera, con un peso inferiore ai 1200 kg, cosa che le consente di tenere un fantastico comportamento su strada.

4. Quali vantaggi e svantaggi offrono (sulla carta) le 6 ruote?

Vantaggi

  • migliore potenza frenante
  • migliore comfort
  • migliore sicurezza sul bagnato (minor rischio di aquaplaning)
  • miglior sicurezza passiva per scoppio pneumatico
  • migliore tenuta laterale

Svantaggi

  • maggiore complessità meccanica
  • maggiore peso
  • maggiori costi di costruzione e manutenzione
Covini C6W

In realtà:

  • La maggiore complessità meccanica viene mitigata da aspetti imprevedibili (due sole molle e due ammortizzatori per tutto l'avantreno come una vettura convenzionale, eliminazione del servosterzo e del servofreno) che vanno quasi ad annullare le differenze con un'auto a quattro ruote.
  • il maggiore peso viene compensato dalla diminuzione delle masse non sospese, con indubbi vantaggi sulle prestazioni e sull'handling.
  • i maggiori costi di manutenzione sono compensati da una complessità meccanica non così severa come potrebbe apparire. Il cambio gomme e la sostituzione delle pastiglie freni sono più economica perchè i relativi ricambi sono più piccoli e di larga serie.

COVINI C6W Evolution (2015)

Covini B24

Un’altra fantasmagorica 6 ruote a 3 assi della scuderia Covini sta per giungere alla ribalta: a darcene notizia è stato il fondatore in persona. Attenzione dunque, l’ultima creazione del poliedrico ingegner Ferruccio, dotata di un super motore di 445 cavalli, è pronta a calcare le strade a tutta birra, fino a raggiungere 330 km/h...

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