Design automobilistico: i fantastici 5 del made in Italy

Cari papà, il 19 marzo è alle porte e anche quest’anno i vostri piccoli non si faranno scappare l’occasione di celebrare con doni e lettere l’appuntamento che vi vede protagonisti ed autentici eroi agli occhi dei propri figli.

08.03.2016

Führerschein auf Probe

Ma ci sono eroi ed eroi, così come padri e padri. Alcuni di questi non riceveranno regali dai propri figli, ma eterno riconoscimento e gratitudine per aver dato vita a veri e propri gioielli a quattro ruote, modelli di stile ed alta qualità, riconosciuti e venerati in ogni parte del globo. Chi non si sente dopotutto riconoscente nei confronti di personalità forti come Pininfarina o designer come Giugiaro? Questo è il nostro regalo ad alcuni dei padri italiani del design automobilistico apprezzati in tutto il mondo. Tanti auguri!


Giorgetto Giugiaro

Insignito nel 1999 del titolo di Designer di Auto del XX Secolo Giorgetto Giugiaro inizia la sua carriera in Fiat, passando nel 1959 alla Carrozzeria Bertone, dove si distingue nonostante la sua giovane età. Arriva a rivestire il ruolo di responsabile dello stile del marchio fino al 1965, anno in cui decide di lasciare l’azienda.
Trascorre tre anni presso la Chia, dopo i quali decide di fondare un proprio studio di progettazione, l’Italdesign, che debutta con alcune straordinarie concept-car dalle linee molto innovative. Tra le più strepitose ricordiamo le sportive Iso Rivolta Grifo, l'Alfa Romeo Giulia GT e la fantastica Maserati Ghibli , senza dimenticare modelli di grande diffusione come la Fiat Panda o la Volkswagen Golf di prima generazione.
Oggi la Italdesign è attiva non solo nel settore automotive ma anche in quello del disegno industriale, tramite una specifica divisione: la Giugiaro Design, con la quale ha scritto alcune pagine della storia del cinema. Tra i suoi progetti troviamo la De Lorean DMC12 nel mitico film Ritorno al Futuro, una Lotus Esprit, macchina guidata da Roger Moore in due episodi della saga di James Bond: la versione S1 nel film:The Spy Who Loved Me (Lewis Gilebrt, 1977) e la versione Turbo in: For Your Eyes Only (John Glen, 1981), ma che si distrugge, saltando in aria, dopo pochi minuti.
Tra le sue creazioni per il conema, c'è anche l'orologio Seiko Speedmaster (1983) al polso di Sigourney Weawer nel film Alien (James Cameron, 1986), e l’Okamura Contessa (2001), sedia personale di Batman nel Il cavaliere oscuro (Chris Nolan, 2008).

Sergio Pininfarina

Oltre a ricoprire il ruolo di presidente di Confindustria, e successivamente di senatore a vita, è stato senza dubbio tra i principali ambasciatori del made in Italy in tutto il mondo, per quanto riguarda il design automotive ma non solo. Figlio di Battista ‘Pinin’ Farina, fondatore dell’omonima azienda di carrozzerie, e pioniere nell’applicare i princìpi dell’aerodinamica alla progettazione di veicoli con l’intuito di combinare efficienza energetica e alte prestazioni, ha disegnato le linee di alcune tra le auto sportive più famose di sempre.
La fama dell’impresa, da lui diretta a partire dagli anni ‘60, si deve innanzitutto al lungo sodalizio con la Ferrari, dal quale sono nate la 250 GT Coupé (1958), Daytona (1968), la celeberrima Testarossa (1984), e in tempi più recenti la Enzo (2002). Ha collaborato anche con altre prestigiose case automobilistiche, tra cui la Maserati (Quattroporte), Alfa Romeo (Giulietta Spider e Duettottanta), Peugeot (504 Cabriolet), Lancia (numerosi modelli da rally, come la Beta Montecarlo Turbo e la 037).
Al marchio Pininfarina si lega inoltre, oltre a bolidi superlusso sogno di molti appassaionati, una vasta gamma di oggetti di uso quotidiano, che si caratterizzano per l’assoluta semplicità delle forme, l’elevata funzionalità, il perfetto equilibrio tra vuoti e pieni, frutto di una costante ricerca innovativa e tecnologica; dalla famosa mountain-bike verde di qualche anno fa, che si poteva vincere accumulando punti presso i distributori Esso, alla meno nota penna Pininfarina Cambiano, in grado di scrivere senza inchiostro grazie all’ossidazione del materiale con cui è realizzata la punta, il marchio ha dunque diversificato i suoi ambiti di attività, e si prepara a debuttare anche nel campo dell’architettura; sono firmate Giugiaro, infatti, le avveniristiche linee della torre di controllo del nuovo aeroporto di Istanbul, ispirate alla forma di un tulipano.

Flaminio Bertoni

Sebbene gli albori della sua carriera lo vedano impegnato come battilastra e progettista, Flaminio Bertoni porta con sé un talento poliedrico che gli consente di abbracciare anche il vasto mondo dell’arte, e di mettersi in gioco con successo sia come pittore che come scultore. Poco più che ventenne infatti, insieme al suo maestro dell’epoca, firma il suo primo monumento (ai caduti della guerra) in Piazza della Repubblica a Varese.
Con il trasferimento a Parigi nel 1931 e l’assunzione presso la Citroën che Bertoni inizia a mettere a servizio del design automobilistico le sue alte doti artistiche, arrivando a progettare prima la Traction Avant, poi la Citroën 2CV (1948) ed infine la Citroën DS, la sua opera magna, presentata al Salone di Parigi del 1955; una vettura dalla linea innovativa ed anticonformista, apprezzata in tutto il mondo come una pietra miliare del design automobilistico. Tra una vettura e l’altra tuttavia Bertoni non dimentica la sua passione per l’arte e viene insignito di diversi premi di scultura e disegno al Salon International de l'Art Libre di Parigi.
Nel 1956 si sposta in ambito architettonico e brevetta pure un sistema per la costruzione della casa monolitica, grazie al quale negli USA vengono costruite 1000 case unifamigliari in soli 100 giorni. Nello stesso anno è invitato dall'UNESCO a presentare le sue opere all'esposizione di Limoges in occasione delle Olimpiadi di Melbourne. Si spegne improvvisamente a soli 61 anni: nonostante la sua grande maestria riceve solo recentemente il meritato riconoscimento.

Franco Scaglione

Fiorentino di nascita, si lascia influenzare inizialmente dalla sua città natale, dedicandosi alle discipline umanistiche e lavorando con successo nel campo della moda. Dopo l’esperienza della seconda guerra mondiale, vissuta al fronte come volontario, rientra in Italia e decide di coltivare la sua vera passione, quella automobilistica. Con alle spalle studi umanistici e di ingegneria aeronautica, si presenta nel 1951 a PininFarina, purtroppo senza successo. Andrà meglio l’incontro con Bertone, che consoliderà un’alleanza di 7 anni, contribuendo alla creazione di autentici capolavori automobilistici, quali la Alfa Romeo B.A.T, la Giulietta Sprint, o la SS.
Dal 1959 si mette in proprio, realizzando, attraverso molteplici collaborazioni, vere e proprie icone. Ma la fortuna non sta dalla sua parte e la spinta a trasformarsi in industriale, partecipando all'avventura della Intermeccanica, si rivelerà un totale fallimento, riducendo drasticamente il suo patrimonio e allontanandolo dal lavoro, a causa della delusione subita. Si allontanerà anche dalla vita mondana, conducendo dal 1981 fino alla morte avvenuta 10 anni dopo, una vita appartata in un piccolo paese della provincia toscana, Suvereto.
Tra i suoi capolavori, oltre a quelli già citati sopra, ci lascia auto come la Lamborghini 350 GTV, l'ATS 2500 GT, la Titania ma anche i modelli del periodo Intermeccanica, quali la Apollo, la Torino, Indra, IMX o la Murena.

Sergio Scaglietti

Sergio Scaglietti, classe 1920, si appassionò alle quattro ruote fin da bambino, tanto che fin da giovane trovò lavoro come carrozziere. Nel 1939 stringe amicizia con Enzo Ferrari, che durerà una vita intera; la grande svolta avvenne però quando Drake, allora titolare della scuderia Ferrari, notò le riparazioni effettuate da Scaglietti ad alcune automobili. Rimastone colpito, cominciò a commissionare sempre più lavoro all’allora semplice battilastra, tanto da costringerlo a lavorare esclusivamente per la casa di Maranello. Alcune sue auto più belle nascono in questi anni: la 250 GTO, la 250 Testa Rossa e la serie California, icone del Cavallino.

Nel 1959 i due figli affiancarono il padre in officina, rimanendo sempre collaboratori esterni della scuderia Ferrari fino al 1975, quando la carrozzeria venne rilevata dall’azienda modenese. Sergio Scaglietti scompare nel novembre 2011 all'eta di 91 anni, non privo di numerosi riconoscimenti e nomine che lo hanno reso famoso non solo in Italia ma nel mondo intero.

Giorgetto Giugiaro

Insignito nel 1999 del titolo di Designer di Auto del XX Secolo Giorgetto Giugiaro inizia la sua carriera in Fiat, passando nel 1959 alla Carrozzeria Bertone, dove si distingue nonostante la sua giovane età. Arriva a rivestire il ruolo di responsabile dello stile del marchio fino al 1965, anno in cui decide di lasciare l’azienda.
Trascorre tre anni presso la Chia, dopo i quali decide di fondare un proprio studio di progettazione, l’Italdesign, che debutta con alcune straordinarie concept-car dalle linee molto innovative. Tra le più strepitose ricordiamo le sportive Iso Rivolta Grifo, l'Alfa Romeo Giulia GT e la fantastica Maserati Ghibli , senza dimenticare modelli di grande diffusione come la Fiat Panda o la Volkswagen Golf di prima generazione.
Oggi la Italdesign è attiva non solo nel settore automotive ma anche in quello del disegno industriale, tramite una specifica divisione: la Giugiaro Design, con la quale ha scritto alcune pagine della storia del cinema. Tra i suoi progetti troviamo la De Lorean DMC12 nel mitico film Ritorno al Futuro, una Lotus Esprit, macchina guidata da Roger Moore in due episodi della saga di James Bond : la versione S1 nel film:The Spy Who Loved Me (Lewis Gilebrt, 1977) e la versione Turbo in: For Your Eyes Only (John Glen, 1981), ma che si distrugge, saltando in aria, dopo pochi minuti.
Tra le sue creazioni per il conema, c'è anche l'orologio Seiko Speedmaster (1983) al polso di Sigourney Weawer nel film Alien (James Cameron, 1986), e l’Okamura Contessa (2001), sedia personale di Batman nel Il cavaliere oscuro (Chris Nolan, 2008).

Sergio Pininfarina

Oltre a ricoprire il ruolo di presidente di Confindustria, e successivamente di senatore a vita, è stato senza dubbio tra i principali ambasciatori del made in Italy in tutto il mondo, per quanto riguarda il design automotive ma non solo. Figlio di Battista ‘Pinin’ Farina, fondatore dell’omonima azienda di carrozzerie, e pioniere nell’applicare i princìpi dell’aerodinamica alla progettazione di veicoli con l’intuito di combinare efficienza energetica e alte prestazioni, ha disegnato le linee di alcune tra le auto sportive più famose di sempre.
La fama dell’impresa, da lui diretta a partire dagli anni ‘60, si deve innanzitutto al lungo sodalizio con la Ferrari, dal quale sono nate la 250 GT Coupé (1958), Daytona (1968), la celeberrima Testarossa (1984), e in tempi più recenti la Enzo (2002). Ha collaborato anche con altre prestigiose case automobilistiche, tra cui la Maserati (Quattroporte), Alfa Romeo (Giulietta Spider e Duettottanta), Peugeot (504 Cabriolet), Lancia (numerosi modelli da rally, come la Beta Montecarlo Turbo e la 037).
Al marchio Pininfarina si lega inoltre, oltre a bolidi superlusso sogno di molti appassaionati, una vasta gamma di oggetti di uso quotidiano, che si caratterizzano per l’assoluta semplicità delle forme, l’elevata funzionalità, il perfetto equilibrio tra vuoti e pieni, frutto di una costante ricerca innovativa e tecnologica; dalla famosa mountain-bike verde di qualche anno fa, che si poteva vincere accumulando punti presso i distributori Esso, alla meno nota penna Pininfarina Cambiano, in grado di scrivere senza inchiostro grazie all’ossidazione del materiale con cui è realizzata la punta, il marchio ha dunque diversificato i suoi ambiti di attività, e si prepara a debuttare anche nel campo dell’architettura; sono firmate Giugiaro, infatti, le avveniristiche linee della torre di controllo del nuovo aeroporto di Istanbul, ispirate alla forma di un tulipano.

Flaminio Bertoni

Sebbene gli albori della sua carriera lo vedano impegnato come battilastra e progettista, Flaminio Bertoni porta con sé un talento poliedrico che gli consente di abbracciare anche il vasto mondo dell’arte, e di mettersi in gioco con successo sia come pittore che come scultore. Poco più che ventenne infatti, insieme al suo maestro dell’epoca, firma il suo primo monumento (ai caduti della guerra) in Piazza della Repubblica a Varese.
Con il trasferimento a Parigi nel 1931 e l’assunzione presso la Citroën che Bertoni inizia a mettere a servizio del design automobilistico le sue alte doti artistiche, arrivando a progettare prima la Traction Avant, poi la Citroën 2CV (1948) ed infine la Citroën DS, la sua opera magna, presentata al Salone di Parigi del 1955; una vettura dalla linea innovativa ed anticonformista, apprezzata in tutto il mondo come una pietra miliare del design automobilistico. Tra una vettura e l’altra tuttavia Bertoni non dimentica la sua passione per l’arte e viene insignito di diversi premi di scultura e disegno al Salon International de l'Art Libre di Parigi.
Nel 1956 si sposta in ambito architettonico e brevetta pure un sistema per la costruzione della casa monolitica, grazie al quale negli USA vengono costruite 1000 case unifamigliari in soli 100 giorni. Nello stesso anno è invitato dall'UNESCO a presentare le sue opere all'esposizione di Limoges in occasione delle Olimpiadi di Melbourne. Si spegne improvvisamente a soli 61 anni: nonostante la sua grande maestria riceve solo recentemente il meritato riconoscimento.

Franco Scaglione

Fiorentino di nascita, si lascia influenzare inizialmente dalla sua città natale, dedicandosi alle discipline umanistiche e lavorando con successo nel campo della moda. Dopo l’esperienza della seconda guerra mondiale, vissuta al fronte come volontario, rientra in Italia e decide di coltivare la sua vera passione, quella automobilistica. Con alle spalle studi umanistici e di ingegneria aeronautica, si presenta nel 1951 a PininFarina, purtroppo senza successo. Andrà meglio l’incontro con Bertone, che consoliderà un’alleanza di 7 anni, contribuendo alla creazione di autentici capolavori automobilistici, quali la Alfa Romeo B.A.T, la Giulietta Sprint, o la SS.
Dal 1959 si mette in proprio, realizzando, attraverso molteplici collaborazioni, vere e proprie icone. Ma la fortuna non sta dalla sua parte e la spinta a trasformarsi in industriale, partecipando all'avventura della Intermeccanica, si rivelerà un totale fallimento, riducendo drasticamente il suo patrimonio e allontanandolo dal lavoro, a causa della delusione subita. Si allontanerà anche dalla vita mondana, conducendo dal 1981 fino alla morte avvenuta 10 anni dopo, una vita appartata in un piccolo paese della provincia toscana, Suvereto.
Tra i suoi capolavori, oltre a quelli già citati sopra, ci lascia auto come la Lamborghini 350 GTV, l'ATS 2500 GT, la Titania ma anche i modelli del periodo Intermeccanica, quali la Apollo, la Torino, Indra, IMX o la Murena.

Sergio Scaglietti

Sergio Scaglietti, classe 1920, si appassionò alle quattro ruote fin da bambino, tanto che fin da giovane trovò lavoro come carrozziere. Nel 1939 stringe amicizia con Enzo Ferrari, che durerà una vita intera; la grande svolta avvenne però quando Drake, allora titolare della scuderia Ferrari, notò le riparazioni effettuate da Scaglietti ad alcune automobili. Rimastone colpito, cominciò a commissionare sempre più lavoro all’allora semplice battilastra, tanto da costringerlo a lavorare esclusivamente per la casa di Maranello. Alcune sue auto più belle nascono in questi anni: la 250 GTO, la 250 Testa Rossa e la serie California, icone del Cavallino.
Nel 1959 i due figli affiancarono il padre in officina, rimanendo sempre collaboratori esterni della scuderia Ferrari fino al 1975, quando la carrozzeria venne rilevata dall’azienda modenese. Sergio Scaglietti scompare nel novembre 2011 all'eta di 91 anni, non privo di numerosi riconoscimenti e nomine che lo hanno reso famoso non solo in Italia ma nel mondo intero.

CC 2.0; Alfa Romeo Giulia GT: © John Filiss CC 3.0; Iso Grifo: pubblico dominio; Maserati Ghibli 2014: © M49 CC 3.0; Sergio Pininfarina: © UNIVERSITY Studio CC 2.0; Logo Pininfarina: © Waaghals CC 2.0; Maserati Quattroporte: © Brian Snelson CC 2.0; Ferrari Testarossa: © pyntofmyld CC 2.0; Bicicletta Pininfarina: © Cruizer~commonswiki CC 3.0; Flaminio Bertoni: pubblico dominio; Citroën 2 CV: © Mick CC 2.0; Traction Avant - schizzo: © Klaus Narh CC 2.0; Traction Avant: © Luna04 CC 3.0; Citroën DS: © Brian Snelson CC 2.0; Franco Scaglione: fonte Alfasport.net; Abarth 1500: © Edvvc CC 2.0; Alfa Romeo 33 Stradale: © Stahlkocher CC 3.0; Alfa Romeo Giulia SS Sprint Speciale: © John Filiss CC 3.0; Alfa Romeo BAT 5, 7 e 9: © Superdude99~commonswiki CC 3.0; Sergio Scaglietti: Stefano Mecchia CC 2.0; Ferrari GTO 250: © Brian Snelson CC 2.0; Ferrari 250 GT California Spyder: © richebets CC 2.0; Ferrari 750 Monza: © 98octane CC 2.5; Ferrari 860 Monza: © Gamsbart CC 3.0.

Credits immagini - Giorgetto Giugiaro: © SOCIALisBETTER CC 2.0; Alfa Romeo Giulia GT: © John Filiss CC 3.0; Iso Grifo: pubblico dominio; Maserati Ghibli 2014: © M49 CC 3.0; Sergio Pininfarina: © UNIVERSITY Studio CC 2.0; Logo Pininfarina: © Waaghals CC 2.0; Maserati Quattroporte: © Brian Snelson CC 2.0; Ferrari Testarossa: © pyntofmyld CC 2.0; Bicicletta Pininfarina: © Cruizer~commonswiki CC 3.0; Flaminio Bertoni: pubblico dominio; Citroën 2 CV: © Mick CC 2.0; Traction Avant - schizzo: © Klaus Narh CC 2.0; Traction Avant: © Luna04 CC 3.0; Citroën DS: © Brian Snelson CC 2.0; Franco Scaglione: fonte Alfasport.net; Abarth 1500: © Edvvc CC 2.0; Alfa Romeo 33 Stradale: © Stahlkocher CC 3.0; Alfa Romeo Giulia SS Sprint Speciale: © John Filiss CC 3.0; Alfa Romeo BAT 5, 7 e 9: © Superdude99~commonswiki CC 3.0; Sergio Scaglietti: Stefano Mecchia CC 2.0; Ferrari GTO 250: © Brian Snelson CC 2.0; Ferrari 250 GT California Spyder: © richebets CC 2.0; Ferrari 750 Monza: © 98octane CC 2.5; Ferrari 860 Monza: © Gamsbart CC 3.0.

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