Auto d’epoca e auto storiche: un buon investimento?

Le auto d'epoca e le auto storiche sembrerebbero un investimento allettante e per questo sono spesso molto ricercate tra gli appassionati.

20.12.2017

Auto d’epoca

Le auto d'epoca e le auto storiche sembrerebbero un investimento allettante e per questo sono spesso molto ricercate tra gli appassionati. Cosa c’è di meglio di una rarità in garage, il cui valore aumenta anno dopo anno? Un'auto d'epoca o storica, però, è molto costosa e sembrerebbe più conveniente acquistare un'auto non ancora classificata come tale. Sorge però spontanea la domanda: un investimento di questo tipo è davvero redditizio?

Un veicolo, per poter essere classificato come auto storica o d’epoca, deve necessariamente rispettare alcuni criteri. Inoltre l'investimento in ricambi originali e nella cura di tali veicoli non è da sottovalutare, e si somma alle spese per bollo e assicurazione, che sono obbligatorie per legge. Capire se investire in auto d’epoca o storiche non è facile e richiede la conoscenza della legge vigente in merito, nonché delle caratteristiche che questi veicoli devono avere.

1. Quali sono le caratteristiche di un’auto d’epoca?

In Italia un’auto assume il titolo di auto d’epoca quando sono trascorsi più di 20 anni dal suo anno di costruzione ed è stata cancellata dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Da quel momento in poi la vettura ha il permesso di circolare su strada solo durante eventi autorizzati e per esposizioni. Auto così datate, infatti, non rispettano i limiti di inquinamento previsti attualmente dalla legge. Le auto d’epoca godono però di alcune eccezioni, tra cui quella che permette ai passeggeri di circolare senza cinture di sicurezza se l’auto ne è sprovvista. Inoltre, se registrata presso l’Automotoclub Storico Italiano (ASI), un’auto d’epoca ha il permesso di guidare a fari spenti fuori dai centri cittadini.

L’articolo 60 del Codice della Strada fornisce la seguente definizione di auto d’epoca:

“Rientrano nella categoria dei veicoli d’epoca i motoveicoli e gli autoveicoli cancellati dal P.R.A. perché destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice, e che non siano adeguati nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni stabilite per l’ammissione alla circolazione. Tali veicoli sono iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri.”

2. Quali sono i requisiti per definire un’auto storica?

Le auto storiche si differenziano dalle auto d’epoca innanzitutto per gli anni che devono essere trascorsi dall’anno di costruzione: solo dopo i 40 anni di età un’auto può essere definita storica, ma non è l’unico requisito. Un’auto storica è un’auto speciale, unica nel suo genere, che ha vissuto eventi storici importanti, è stata proprietà di personaggi celebri o è stata costruita per un evento o scopo specifico. Le auto storiche, per essere definite tali, devono quindi essere iscritte al registro dell’ASI, l’Automotoclub Storico Italiano, e ottenere il Certificato di Rilevanza Storico/Collezionistica e l’Attestato di Datazione e Storicità.

È sempre l’articolo 60 del Codice della Strada a fornire una definizione precisa di auto storica, citando non solo il registro dell’ASI, ma anche i registri privati come l’Italiano Alfa Romeo, lo storico FMI o lo Storico Lancia:

“Rientrano nella categoria dei motoveicoli ed autoveicoli di interesse storico o collezionistico tutti quelli per cui attualmente risulta l'iscrizione nei registri previsti dall'articolo 5 [...] del decreto-legge 30 dicembre 1982 [...]. I detti veicoli, qualora non iscritti al PRA alla data di entrata in vigore del presente codice, per poter circolare devono essere reimmatricolati ed iscritti nei registri del PRA, secondo le norme del presente codice. La reimmatricolazione è ammessa quando i motoveicoli e gli autoveicoli rivestono le caratteristiche di valore storico o collezionistico necessarie per individuare tale tipo di veicoli, determinate dal regolamento.”

Auto d'epoca Auto storica
Pagamento regolare del bollo d'auto fino ai 30 anni di età Esenzione dal pagamento del bollo
Assicurazione con sistema malus/bonus tradizionale Tariffa ad hoc per auto storiche
I pezzi di ricambio nuovi o disponibili presso un centro rottamazione I pezzi di ricambio devono essere d'epoca e originali
Tranne che in casi eccezionali
perdita di valore continua
Se la manutenzione è costante
il valore si mantiene stabile o sale nel tempo

3. Quali sono le spese da sostenere per un’auto d’epoca o storica?

Il mantenimento di auto di valore come le auto d’epoca o le auto storiche non è economico e prevede spese fisse, come il pagamento di bollo e assicurazione, e spese variabili legate alla sostituzione di parti meccaniche o alla manutenzione degli interni. Lo stato di questi veicoli deve essere semi-immacolato e gli interni devono rimanere il più fedeli possibile all’originale.

Il pagamento del bollo per le auto d’epoca e storiche è stato oggetto di controversie negli ultimi anni. Fino al 2014, infatti, tutte le auto che avevano più di 20 anni erano esenti dal pagamento del bollo, e ciò favoriva i possessori di auto d’epoca o storiche, spingendo altri a considerarne l’acquisto. Con l’introduzione della Legge di Stabilità del 2015, le regole sono cambiate di nuovo: sono esenti da bollo solo le auto che hanno più di 30 anni. Le auto d’epoca comprese tra i 20 e i 30 anni dall’immatricolazione, invece, sono sottoposte al pagamento del bollo. In alcune Regioni sono successivamente entrati in vigore regolamenti diversi, soggetti a modifiche e revisioni. I canali ufficiali di comunicazione degli Enti Regionali - come i siti web e le sedi locali della motorizzazione - possono fornire informazioni precise sulle ultime direttive riguardo al pagamento del bollo per le auto d’epoca con meno di 30 anni. Le auto storiche sono invece completamente esenti dal pagamento del bollo.

E l’assicurazione? Se il bollo grava sulle spalle dei possessori di un’auto d’epoca o di un’auto storica, non vale lo stesso per l’assicurazione, per cui sono invece previste delle agevolazioni. In entrambi i casi, la classe di merito non non è soggetta alle regole Bonus-Malus e la guida libera non prevede alcun costo aggiuntivo. Nel caso delle auto storiche tuttavia il premio è più basso di quello che si applica per altre vetture, ma presso alcune compagnie si può godere di uno sconto se si possiedono più auto storiche da assicurare (è la cosiddetta “formula garage”).

4. Perchè è conveniente investire in un’auto destinata a diventare d’epoca o storica?

Possedere un’auto d’epoca o un’auto storica implica il dover sostenere molti costi fissi ed elevate spese di manutenzione. Cosa se ne può ricavare, a parte il piacere che trae un collezionista dal possedere un pezzo raro o, addirittura, unico? In molti casi può nascere un vantaggio economico non indifferente per il collezionista che decide di investire in questo tipo di vetture. Il loro valore, infatti, è destinato ad aumentare nel tempo, relativamente al modello e allo stato in cui sono tenute. È bene tenere presente, però, che vale la pena investire in un’auto di questo tipo solo se si ha già a disposizione un’altra auto con la quale poter circolare liberamente senza restrizioni.

5. Quali sono i modelli migliori per un investimento?

Acquistare un’auto già classificata come auto d’epoca o storica comporta una cifra importante da investire, perchè questi veicoli hanno già raggiunto un certo valore di mercato. Un buon investimento è comprare un’auto non ancora classificata come auto d’epoca, ma con una buona probabilità che lo diventi presto. Quali caratteristiche ha una vettura di questo tipo? Si tratta di un’auto prossima al compimento dei vent’anni, in una versione di nicchia o costruita in occasione di un anniversario o un evento particolare. Ecco una lista dei modelli di auto che possono costituire un buon investimento per i prossimi anni:

Modelli disponibili a meno di 5.000 Euro Modelli disponibili tra i 5.000 e i 10.000 Euro: Modelli che superano i 10.000 Euro Modelli a partire dai 20.000 Euro
Fiat Panda (1989-2003) Audi TT (1998-2005) Mercedes S-Klasse (1991-1998) BMW M3 E30 (1986-1991)
Fiat Coupé (1994-2000) BMW Z3 Coupé (1998-2002) Opel Speedster (2000-2005) Mercedes W 124 Cabrio (1991-1997)
Lancia Thesis (2002-2009) Mazda MX 5 (1989-2002) Porsche 928 GT (1989-1991) Porsche 911 (1993-1998)
Renault Twingo (1993-2007) Mercedes 190 (1982-1993) Porsche 968 (1991-1995) Renault Sport Spider (1995-1999)
VW Golf III VR6 (1991-1997) VW Golf I Cabrio (1979-1994) Smart Crossblade (2002) Renault Alpine A610 (1991-1995)

6. Perchè vale la pena investire in auto d’epoca e in auto storiche

Le auto d’epoca e le auto storiche hanno un valore molto alto proprio in virtù della loro importanza collezionistica e storica. Il loro valore è destinato ad aumentare nel tempo, fermo restando che la vettura venga sottoposta a regolare manutenzione e che i criteri per preservare gli interni e la carrozzeria allo stato originale vengano rispettati. Per mantenere alto il loro valore, infatti, il veicolo deve essere mantenuto in ottime condizioni. Questo implica che le riparazioni future saranno più costose: ottenere pezzi di ricambio originali diventa sempre più oneroso quando gli elementi sono fuori produzione da tanto tempo. Investire in un'auto destinata a diventare d’epoca o storica è forse un investimento meno dispendioso e sensato, sempre che si disponga di risorse finanziarie sufficienti a mantenere un secondo veicolo per la guida di tutti i giorni.

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