Tutta la verità dietro ai 10 miti più diffusi sulla guida e sul traffico

I miti sul traffico sono tanti e spesso si influenzano a vicenda. Noicompriamoauto.it svela tutta la verità dietro le leggende più strane.

28.03.2018

Ingorgo stradale

Più sono gli anni di esperienza al volante e più ci si affida alla propria esperienza durante la guida di tutti i giorni. Facendo così succede che si rafforzano consuetudini che in realtà non sono regole ufficiali. E si finisce con l’arrabbiarsi quando si scopre che in autostrada non vige il diritto di precedenza, oppure quando si riceve una multa per la mancanza delle catene da neve a bordo.

I miti sulle regole stradali sono tanti e alcuni possono essere pericolosi sia per se stessi che per gli altri, anche quando sembrano innocenti. Ecco perché abbiamo deciso di raccogliere e sfatare le 10 convinzioni più diffuse sulla circolazione stradale.

Mito 1: “La colpa ricade sempre su chi tampona la macchina davanti”

Per causare un tamponamento bastano pochi attimi di distrazione. Per questo motivo una convinzione diffusa è che la collisione sia sempre responsabilità della macchina che ha effettuato il tamponamento. In realtà si tratta di un mito vero e proprio: se il conducente dell’auto davanti frena all’improvviso, chi tampona è responsabile solo in modo parziale. In molti casi la responsabilità ricade su entrambe le parti e in alcuni casi la colpa può essere attribuita interamente all’auto che è stata tamponata. Una situazione del genere deve però essere comprovata e richiede diverse verifiche.

Mito 2: “Il sorpasso a destra è sempre sbagliato!”

Già alle prime lezioni di scuola guida si impara che il sorpasso è consentito solo alla sinistra degli altri veicoli. Esistono però alcuni casi limite in cui è consentito sorpassare a destra, sebbene si tratti di casi molto rari.

Casi limite

Secondo l’articolo 148 del Codice della Strada, le eccezioni consentite sono solo di due tipi: quando il conducente del veicolo che si vuole sorpassare segnala di voler svoltare o fermarsi a sinistra in una carreggiata a senso unico; oppure quando si vuole sorpassare un tram, in una carreggiata a senso unico dotata di sufficiente spazio per il sorpasso da destra.

Anche fuori dai centri abitati esistono delle eccezioni che riguardano il sorpasso a destra. Se in autostrada tutte le corsie sono occupate e il traffico è lento, allora è possibile superare le auto senza cambiare corsia.

La differenza è sottile, e sta nei concetti di “superamento” e “sorpasso”: sorpassare vuol dire superare un veicolo più lento da destra per immettersi nella stessa carreggiata del veicolo superato, manovra che è severamente proibita. Superare invece vuol dire cambiare corsia senza rientro nella corsia originaria: si tratta più o meno di un cambio di corsia fatto per smaltire il traffico.

Mito 3: “Bisogna fermarsi nel luogo esatto del sinistro!”

Una manovra sbagliata, una frenata improvvisa ed ecco che avviene un incidente. Molto spesso in questi casi i conducenti non vogliono manomettere le prove che potrebbero provare le responsabilità di quanto accaduto e per questo decidono di sostare a lungo sul luogo dell’incidente, commettendo involontariamente una nuova infrazione.

In realtà, se dopo la constatazione amichevole uno o entrambi i veicoli sono ancora in grado di circolare, è opportuno liberare la strada da eventuali ostacoli al traffico. Ecco cosa occorre fare in caso di incidente:

  1. Verificare che non ci siano feriti (e in caso ce ne siano, chiamare i soccorsi e le forze dell’ordine)
  2. Posizionare i segnali di emergenza per avvisare gli altri automobilisti
  3. Scattare fotografie del luogo dell’incidente e dei veicoli
  4. Compilare la constatazione amichevole
  5. Liberare la strada
  6. Contattare la propria compagnia assicurativa entro tre giorni

Mito 4: “Se l’uscita è vicina, posso usare la corsia di emergenza!”

Sebbene il significato di corsia di emergenza sia chiaro a tutti, una convinzione diffusa è che, senza mezzi di emergenza in vista, si possa viaggiare sulla corsia di emergenza per raggiungere l’uscita autostradale più vicina, superando così gli altri automobilisti in coda.

Coda in autostrada e camion

Niente di più sbagliato: la corsia di emergenza è accessibile solo alle forze dell’ordine e ai soccorsi e deve sempre essere lasciata libera. Il motivo? Potrebbero esserci manovre dell’ultimo minuto e la corsia libera faciliterebbe interventi tempestivi.

Casi limite

L’articolo 176 del Codice della strada prevede il vaso limite per cui, in caso di ingorgo, è consentito transitare sulla corsia di emergenza quando ci si trova all’altezza del cartello di preavviso di uscita posto a cinquecento metri dall’uscita oppure quando ci si trova a cinquecento metri dallo svincolo autostradale.

Mito 5: “L’uso degli abbaglianti è sempre vietato!”

Chi non ha provato fastidio quando un altro conducente ha usato gli abbaglianti senza esitazione? I “proiettori di profondità” possono risultare irritanti ma la verità è che sono opportuni in più di una circostanza. Su come usarli, però, sorgono dubbi e domande.

Secondo il Codice della Strada possiamo utilizzare gli abbaglianti come supporto alla guida fuori dai centri abitati ogni volta che l’illuminazione esterna sia assente o non sufficiente; oppure per dare brevi avvertimenti ed evitare incidenti e, in tutte le strade (urbane e non), per far capire all’altro conducente l’intenzione di sorpassare.

Mito 6: “Se mi trovo nella corsia di immissione ho la precedenza!”

Camion in autostrada

Un mito molto diffuso riguarda le corsie di immissione,cioè le strade secondarie che si immettono in una corsia autostradale o in una strada principale. Molti credono che i veicoli sulla corsia più a destra dell’autostrada siano obbligati a cambiare corsia o a rallentare per facilitare l’ingresso delle auto che si immettono nell’autostrada.

Niente di più sbagliato: ad avere la precedenza in Italia sono i veicoli che si trovano già nella corsia autostradale. Gli automobilisti che viaggiano nella corsia di immissione sono invece tenuti a regolarsi in base al traffico della strada principale. Proprio per questo, occorre adoperare molti accorgimenti: fondamentale è l’uso degli specchietti retrovisori, delle frecce e di una certa prontezza alla guida (la velocità media nelle corsie di immissione deve essere di 80km/h circa).

Mito 7: “Luce verde al semaforo? Svolta subito!”

La freccia verde dei semafori indica che, indipendentemente dal semaforo principale, si ha il permesso di svoltare a sinistra o a destra. Il mito diffuso è che dopo aver ricevuto la segnalazione della freccia verde del semaforo si abbia la precedenza incondizionata.

Secondo l’Articolo 140 (Art. 17 del Testo Unico) invece, i conducenti sono obbligati a svoltare a velocità moderata, dando la precedenza ai pedoni che attraversano la carreggiata sulla quale la circolazione è ferma e ai veicoli provenienti dalla direzione opposta.

Mito 8: “Tamponamento in un parcheggio? Basta il bigliettino”

Biglietto sul parabrezza

Può capitare a tutti, durante le manovre di uscita da un parcheggio, di urtare involontariamente un altro veicolo in sosta: i parcheggi sono spazi stretti e con problemi di visibilità. Quello che non è normale è la reazione di molti automobilisti, che decidono di lasciare un bigliettino con i propri dati, che può essere perso alla prima folata di vento.

Per questo motivo, anche se molti credono che lasciare un bigliettino sia più che sufficiente, dopo un incidente occorre aspettare che il proprietario dell’altro veicolo si presenti sulla scena dell’incidente e fare la constatazione amichevole. Se invece il danno lo si subisce ma il colpevole non è presente, occorre andare dalla polizia e sporgere denuncia contro ignoti.

Mito 9: “Vietato guidare con le infradito!”

Arriva l’estate e cresce il desiderio di libertà: le scarpe invernali vengono accantonate per far respirare la pelle, soprattutto nelle ore di guida verso il mare. Una credenza diffusa è che le infradito siano vietate perché scivolose e a scarsa tenuta, e potrebbero compromettere la precisione di guida.

Ciononostante la legge è chiara: al volante può essere indossato qualsiasi tipo di scarpe, e fin dal 1993 non sono previste multe per chi viene colto senza scarpe alla guida o con calzature leggere come le infradito. Come mai questo mito, allora? I problemi subentrano nel momento in cui si causano danni e l’assicurazione deve risarcire: se nel verbale viene indicata la guida con infradito, la responsabilità viene attribuita al conducente che le indossa, incapace di frenare tempestivamente a causa delle calzature ai piedi.

Mito 10: “Le catene invernali servono solo quando nevica”

Guidare sulle strade innevate può essere pericoloso: per avere una buona tenuta su strada occorre avere le dotazioni adatte e spesso guidare con cautela non basta. Molti automobilisti credono che l’obbligo delle catene a bordo scatti solo in caso di neve. In realtà è necessario seguire quanto stabilito dalle disposizioni del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dagli enti locali.

Sono queste autorità ad indicare quando vige l’obbligo dei dispositivi per la sicurezza invernale e l’obbligo varia in base alla località. Per la legge 120/2010 è obbligatorio avere le catene invernali sempre a bordo, oppure gli pneumatici invernali montati, nei periodi e sui tratti stradali indicati dalla segnaletica stradale e dalle ordinanze locali.

Catene o pneumatici invernali? Anche qui la risposta non è facile. Il consiglio delle case è quello di cambiare le gomme prima e dopo la stagione invernale, oppure di optare per pneumatici “All season”, adatti a tutte le stagioni. In alternativa si può optare per le catene da neve; chi viaggia con le catene ha un limite di velocità di 50 km/h.

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