Polizze assicurative auto: tutto ciò che c’è da sapere

Per poter circolare su strade pubbliche, la Legge Italiana impone obbligatoriamente al proprietario di un veicolo di stipulare un contratto di assicurazione.

22.05.2018

Polizze auto assicurative

Al fine di poter circolare su strade pubbliche o su aree equiparate, la Legge italiana impone che i veicoli a motore siano obbligatoriamente assicurati. Esiste, infatti, la polizza RCA - acronimo di Responsabilità Civile Autoveicoli - che copre i danni involontariamente causati a terzi o ai trasportatori durante la circolazione con il mezzo. Tale contratto di assicurazione R.C.A. ha una durata massima di un anno e non può essere tacitamente rinnovato. Pertanto, se l’autoveicolo è assicurato come richiesto dalla legge, in caso di incidente automobilistico sarà la compagnia di assicurazione a pagare i danni. Il danneggiato sarà ovviamente risarcito nei limiti previsti dal massimale di polizza.

La polizza RCA non protegge solo ed esclusivamente il proprietario del mezzo ma chiunque sia alla guida, salvo alcune eccezioni (ad esempio in caso di furto del veicolo opportunamente denunciato). Nel caso in cui il veicolo non sia assicurato si può fare riferimento al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada. Inoltre, il proprietario del veicolo ha il dovere di dimostrare che questo sia opportunamente assicurato.

Infatti, fino alla metà di Ottobre 2015, era necessario esporre sul parabrezza dell’automobile il contrassegno di assicurazione sul quale era possibile leggere il numero di targa del veicolo assicurato e la scadenza del periodo in cui esso risultava assicurato. Chiunque non rispettasse questo dovere poteva essere opportunamente multato dal Codice della Strada con una sanzione amministrativa il cui valore era compreso tra i 25 e i 100 Euro. L’obbligo di assicurare il mezzo termina nel momento in cui questo viene demolito o radiato dal Pubblico Registro Automobilistico.

1. Legge Bersani sull’assicurazione auto

Dal 2007, i guidatori di ogni età possono beneficiare di un nuovo vantaggio, si tratta della Legge Bersani (legge 40/2007), che permette di assicurare un ulteriore veicolo di un nucleo familiare sfruttando la classe di appartenenza di un componente della famiglia già assicurato.

Per poter, però, usufruire delle agevolazioni della Legge Bersani sono necessarie alcune condizioni:

  • Il proprietario del veicolo da assicurare e quello già assicurato devono coincidere, oppure il veicolo di cui si vuole ereditare la classe di merito deve essere intestato a persone presenti nello Stato di Famiglia.
  • La legge Bersani è applicabile soltanto sulle auto acquistate, nuove o usate, che vengono immesse nel possesso familiare e che non siano mai state assicurate.
  • La classe di merito può essere trasferita solo tra veicoli della stessa tipologia.
  • La polizza assicurativa da cui ereditare la classe di merito deve essere attiva.
  • La legge non è utilizzabile dalle aziende, poiché i soggetti coinvolti devono obbligatoriamente essere persone fisiche.

2. Polizza R.C.A.: cosa copre e cosa no

L’automobilista per legge ha l’obbligo di stipulare con una compagnia assicurativa un contratto che lo tuteli quando, in caso di sinistro, arrechi danni a persone o cose. L’importo massimo che la compagnia assicuratrice è tenuta a pagare per risarcire i danni è definita massimale. La legge ha stabilito un importo massimo pari a Euro 5.000.000 a sinistro per danni a persone (indipendentemente dal numero di vittime) e un massimale pari a Euro 1.000.000 a sinistro per danni a cose.

Nello specifico il contratto di assicurazione tutela il proprietario del mezzo e il conducente e, pertanto, copre i danni causati a terzi dalla circolazione del veicolo assicurato e i danni causati ai trasportati, a prescindere dalla tipologia del trasporto (a titolo di cortesia o se avvenuto dietro compenso). Bisogna ricordare che per “circolazione del mezzo” si intende anche la fase di sosta.

D’altra parte, il contratto di assicurazione non copre i danni causati dal veicolo, quando questo è stato messo in circolazione contro la volontà del proprietario o del soggetto che ne ha diritto di utilizzo (basti pensare ad un soggetto che ha la disponibilità del mezzo grazie ad un contratto di leasing); inoltre, la polizza non copre l’assicurato che si trova alla guida dell’automobile che ha causato il sinistro. Nel secondo caso è possibile stipulare una polizza infortuni conducente che può essere eventualmente estesa anche ad altri possibili guidatori del veicolo.

3. Politiche aggiuntive: cosa sono e a cosa servono

Oltre alla polizza R.C.A. obbligatoria per legge, è possibile stipulare altre garanzie facoltative che tutelano il proprio veicolo da danni quali furto, incendio, infortuni del conducente, assistenza stradale, per i quali non si è coperti dalla copertura R.C.A. di base. Ogni compagnia assicurativa può proporre queste garanzie aggiuntive al prezzo che meglio crede con le clausole che ritiene opportune in un ambiente di libero mercato e libera concorrenza. Tra le polizze accessorie principali ci sono: furto e incendio, infortuni conducente e Kasko.

La garanzia furto e incendio garantisce all’assicurato il risarcimento se il suo veicolo è stato sottratto oppure danneggiato o distrutto in seguito a un incendio; è, pertanto, consigliata a proprietari di veicoli recentemente acquistati o di valore. L’assicurazione infortuni conducente è importante perché, in caso di incidente con colpa, risarcisce il conducente contrariamente alla sola R.C.A.; dunque, è consigliata a guidatori con poca esperienza che per diversi motivi utilizzano l’auto molto spesso.

La polizza Kasko è la più costosa che ci sia sul mercato poiché non prevede limiti di copertura; infatti, in qualsiasi danno possa incorrere il veicolo assicurato si ottiene un risarcimento completo, a prescindere dalla sua entità. Tale polizza è quindi consigliata ai proprietari di veicoli molto costosi o ai guidatori inesperti. Ogni polizza aggiuntiva ha spesso una franchigia, ovvero l’importo in euro prestabilito che rimane a carico del proprietario qualora si verificasse l’evento.

4. Quali insidie si nascondono nei contratti online?

Gli istituti assicurativi non sono le uniche sedi nelle quali è possibile stipulare la propria assicurazione. Attualmente, infatti, è possibile concludere il proprio contratto assicurativo online. Si tratta di un fenomeno in forte crescita che sta riscuotendo successo grazie alla comodità e alle offerte convenienti che vengono proposte al cliente. Tuttavia, nonostante i numerosi vantaggi, è necessario fare attenzione e non lasciarsi ingannare dai truffatori.

Di recente, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS) ha segnalato l’esistenza di un’agenzia assicurativa che opera online che, senza il dovuto accreditamento, commercializza polizze temporanee R.C.A. La gravità dell’azione risiede nel fatto che l’agenzia in questione agiva utilizzando il sito di un’altra società del tutto ignara alla faccenda. È in casi come questi che l’IVASS richiama alla prudenza e invita i propri utenti a prestare la dovuta attenzione sui siti web.

Infatti, è possibile consultare un elenco delle società assicurative e degli intermediari SEE abilitati a svolgere questa attività nel nostro Paese, proprio al fine di evitare di affidarsi ad agenzie non conformi alle regole che possano stipulare polizze contraffatte. Le agenzie online devono riportare i dati identificativi dell’intermediario, l’indirizzo completo della sede, il recapito telefonico e fax e, infine, il numero di iscrizione al registro unico degli intermediari assicurativi.

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