Mobilità ecologica: incentivi auto elettriche 2018

Gli incentivi all’acquisto di auto elettriche sono essenziali per aumentare la loro diffusione. L’Italia ha sottoscritto l’accordo internazionale di far circolare 600 milioni di auto elettriche entro il 2035, ma quali incentivi prevede per raggiungere questo scopo?

30.05.2018

Ricarica auto elettrica

La situazione degli incentivi in Italia lascia tutti gli automobilisti sensibili al rispetto dell’ambiente con l’amaro in bocca: nessun incentivo per l’acquisto di auto elettriche è stato riconfermato per il 2018. Una decisione che si scontra contro la precedente risoluzione del Senato di vietare la vendita di auto a benzina e diesel entro il 2040.

1. Il Decreto Sviluppo: incentivi auto elettriche assenti

Nel 2012 lo Stato Italiano aveva fatto un passo avanti verso la promozione della mobilità sostenibile, introducendo incentivi economici per l’acquisto di auto elettriche da parte dei privati. Purtroppo l’ultimo Decreto Sviluppo non prevede alcun incentivo per l’acquisto di auto elettriche (o ibride), e questa scelta rappresenta un forte passo indietro sul tema.

La diffusione delle auto elettriche in Italia

Anche a causa dello stop posto agli incentivi, la diffusione delle auto ad alimentazione elettrica nel nostro paese rimane estremamente limitata. Nel 2017 le vendite sono aumentate, ma le vetture elettriche rappresentano appena lo 0,1% del mercato italiano.

I dati: nel 2017 sono state vendute in Italia 1.967 vetture elettriche, mentre in Europa sono state 149.086 mila su un totale di 15.131.778 milioni, circa lo 0,9% del mercato.

In Italia sono raddoppiate le auto ibride rispetto al 2016, e hanno raggiunto quota 66.000; tuttavia, le auto elettriche ed ibride insieme non riescono a tenere testa alle vetture ad alimentazione termica. Nel 2017 sono state infatti vendute 1.970.962 auto con motore diesel o benzina: un aumento del 7,9% rispetto all’anno precedente.

Le stazioni di ricarica non sono sufficienti

Oltre alla mancanza di incentivi, i motivi legati alla bassa diffusione delle auto elettriche sono le poche colonnine di ricarica, la ridotta autonomia di alcuni modelli e tempi di ricarica delle batterie. Le vetture elettriche disponibili sul mercato si ricaricano con velocità diverse, in base alla capacità della loro batteria, alla potenza della colonnina utilizzata o del caricabatteria installato a bordo.

Dove sono più diffuse: in Italia sono presenti 2.108 postazioni di ricarica, distribuite in 96 province. In testa troviamo Firenze, Milano e Roma.

Le colonnine di ricarica presenti In Italia sono in tutto 4.207 (distribuite in 2.108 postazioni): solo una ogni 14.388 abitanti e per nulla sufficienti a sostenere un eventuale aumento del numero delle vetture elettriche nel Paese. In Europa ci superano quasi tutti, soprattutto la Germania - la migliore in Europa con un totale di 22.708 colonnine - e la Norvegia con 7.855 colonnine. Nel rapporto tra numero di colonnine e abitanti a stravincere è la Norvegia, dove ne troviamo una ogni 671 persone; in Germania il rapporto è inferiore nonostante il più elevato numero complessivo di colonnine, visto che il rapporto è di una ogni 3.620 abitanti. L’Europa è coperta, in totale, da 70 mila punti di ricarica pubblici, a cui l’Italia contribuisce - al momento - solo in minima parte.

2. Incentivi auto elettriche in Europa: c’è chi fa meglio

Nel 2017 il mercato europeo delle auto elettriche è cresciuto in media del 43,6%: un ritmo molto maggiore rispetto all’Italia, ma più lento rispetto a Cina e Stati Uniti. Nel vecchio continente le auto elettriche vendute nel 2017 sono state 149.086 mila su un totale di 15.131.778 milioni, circa lo 0,9% del mercato. Oggi sulle strade europee circolano 501.798 vetture elettriche.

I fatti: nell’accordo di Parigi sul clima, sottoscritto dall’Italia insieme ad altri 195 Paesi nel dicembre 2015, è stato inserito l’obiettivo di arrivare entro 20 anni a 600 milioni di auto elettriche in circolazione. Oggi sono appena 2 milioni, lo 0,2% del totale.

L’aumento delle auto elettriche negli altri Paesi è riconducibile alla presenza di incentivi all’acquisto, che nel nostro Paese invece sono stati annullati. In governo tedesco, ad esempio, ha stanziato 600 milioni di euro; chi passa all’elettrico riceverà un contributo di 4000 euro sulla spesa iniziale, purché l’auto costi meno di 60 mila euro. La Spagna ha varato un fondo di 20 milioni da destinare a chi acquisterà le auto con alimentazione alternativa e la Norvegia è l’unico paese al mondo in cui già dallo scorso anno si vendono più elettriche e ibride che mezzi a benzina o diesel.

Le auto a benzina rimangono più economiche

Nonostante gli incentivi all’elettrico, le vetture a motore termico rimangono comunque in testa nella maggior parte dei Paesi, Norvegia esclusa. Il prezzo di una vettura elettrica si aggira in media sui 30 mila euro, su cui influisce fino al 50% il costo della batteria. Finché le auto con motore termico continuano ad apparire molto più appetibili ai consumatori, la vincita dell’elettrico sembra irrealizzabile.

3. Mobilità elettrica: gli obiettivi entro il 2040

600 milioni di auto elettriche entro il 2035 e stop alla vendita di auto alimentate a diesel e benzina entro il 2040: obiettivi internazionali e nazionali che alla luce della situazione attuale sembrano sempre più impossibili da raggiungere. Ma la direzione da percorrere è inevitabilmente questa sia per tutelare l’ambiente che per rimanere il linea con la strategia attuata dagli altri Paesi.

La Norvegia ha deciso di eliminare completamente le auto a benzina o diesel prima del 2025, ed è già sulla buona strada per raggiungere questo obiettivo; l’Olanda ne vuole vietare la vendita a partire dal 2025, e proibire la circolazione entro il 2035; la Germania ha posto il limite a partire dal 2030. In Italia invece gli incentivi sono stati eliminati, e manca un programma chiaro per raggiungere l’obiettivo emissioni zero.

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