Convertire i diesel Euro 5 in Euro 6: tra utopia e realtà

Alcune aziende stanno sviluppando e installando kit per il trattamento dei gas di scarico. Sarà possibile convertire i diesel Euro 5 in Euro 6: una soluzione temporanea o svolta vera e propria?

12.06.2018

Auto parcheggiate in sequenza

1. Tempi duri per i diesel

In tutta Europa le case automobilistiche, i governi e la società civile si interrogano e discutono sull’eventuale addio alle vetture a gasolio. Sulle misure da attuare e sulle modalità con cui abbandonare questo tipo di auto c’è ancora un grosso punto di domanda: siamo davvero al punto di non ritorno per i diesel? Risposte certe non ne abbiamo. Ma se le cose rimarranno come sono adesso, sarà impossibile tornare indietro.

Si dice che le case automobilistiche (FCA compresa) avrebbero intenzione di abbandonare i motori diesel entro il 2025, possibilmente anche prima. I nodi al pettine restano molti: le strategie industriali saranno vincolate alla necessità di ridurre l’impatto ambientale delle auto nei prossimi decenni, e lo stop alla produzione del diesel è solo l’inizio di un processo di conversione, smaltimento e sostituzione delle auto in circolazione. Un percorso lungo e tortuoso, che richiederà scelte ponderate, analisi di pro e contro, ragionamenti complessi sui costi da sostenere.

Il dibattito si è aperto in tutta Europa, ed ha avuto forte risonanza soprattutto in Germania: la Corte federale di Lipsia ha permesso alle città, nel caso in cui i livelli di inquinamento siano oltre la norma, di imporre restrizioni per i motori diesel senza passare per il Governo centrale per autorizzazioni ai provvedimenti. Alle vetture diesel Euro 5 immatricolate fra il 2008 e il 2014, ad esempio, potrebbe essere impedita la circolazione per le strade tedesche già a partire dal 1° settembre 2019. E l’Italia? La strategia ancora non è chiara, sembrano non esserci misure precise su come arginare il problema delle diesel più inquinanti in tutto il Paese.

2. Da Euro 5 a Euro 6 con un kit

Le vetture a gasolio Euro 5 non possono ancora essere definite obsolete (sono abbastanza recenti): convincere la maggioranza degli automobilisti a sostituire l’auto acquistata da poco è un’impresa impossibile. Esiste però una soluzione che allunga la “vita” di queste vetture, e che converte le auto diesel meno recenti in diesel Euro 6 per emissioni ed efficienza.

In terra tedesca diverse aziende stanno già installando alcuni kit per il trattamento dei gas di scarico che, tramite catalizzatori SCR, utilizzano l’ammoniaca per eliminare una grossa parte delle polveri sottili. Il particolato, gas nocivo emesso in maggiore quantità dalle auto a gasolio di vecchia produzione, è l’agente inquinante più dannoso per la nostra salute.

Tra gli sviluppatori di questa soluzione c’è la Twintec Baumot, azienda che che ha messo a punto il BNOx Stystem, un tipo di catalizzatore con AdBlue che riduce di oltre il 90% i livelli di NOx allo scarico, ottimizzando il proprio funzionamento alle basse temperature. L'impianto è già pensato per i futuri cicli di omologazione WTLP (Euro 6c) e può essere installato anche su veicoli commerciali e autobus. Per l’installazione occorre circa mezza giornata presso un'officina specializzata.

3. I dubbi sui costi: automobilisti e case costruttrici

L’idea del kit “salva auto” è stata accolta da un lato con curiosità e interesse, dall’altro con scetticismo e perplessità, riguardanti prevalentemente i costi previsti. Si stima che per l’installazione dell’impianto serva una cifra compresa tra i 1.400 e i 3.300 Euro, completamente a carico degli automobilisti o (più raramente) delle case costruttrici. Una cifra che ha spaventato gli automobilisti in Germania, i primi ad attuare questo tipo di soluzione: il 76% di loro, interpellato dall’istituto di ricerca YouGov, ha dichiarato di non essere disposto a convertire la propria auto pagando; il 12%, invece, è favorevole al pagamento di questa cifra se può essere utile a risparmiarsi il costo (molto più alto) di una macchina nuova.

La reazione delle case automobilistiche invece è più cauta; sembra però che le case preferiscano spingere la produzione interna dei “kit” rispetto all’acquisto da produttori terzi. Lo scetticismo e i dubbi legati ai “kit” venduti da terze parti riflettono il timore delle case di un calo di vendite per le auto nuove; i modelli meno recenti avrebbero con il kit di conversione un ciclo di vita più lungo, e farebbero concorrenza ai modelli nuovi delle case automobilistiche. I divieti di circolazione sono infatti un fattore determinante nell’acquisto di auto nuove, meno inquinanti.

4. Il caso BMW

In Germania BMW ha voluto tutelarsi con la Diesel-Rücknahmeversprechen (traducibile con "impegno di restituzione"), una garanzia che tutela gli acquirenti dagli eventuali divieti di accesso per le auto diesel, in città che si trovano in un raggio di 100 km dalla propria abitazione o luogo di lavoro. In questo caso la casa bavarese consentirà ai clienti di permutare l’auto con una versione più aggiornata dello stesso modello, alimentata però a benzina o ibrido. In molti vedono questa strategia come poco efficace e più di nicchia: la misura infatti coprirà solo i clienti che hanno attivato un leasing in Germania, tra il 15 marzo e il 30 giugno 2018.

5. E l’Italia? L’esempio di Milano

Il capoluogo lombardo è la città italiana che prima di tutte sta reagendo all'inquinamento dei diesel, e ha già messo in programma divieti di circolazione alle auto a gasolio. Lo stop sarà anticipato di un anno: il primo livello dei blocchi è previsto dal 1° ottobre 2019, momento in cui le vetture diesel Euro 4 senza filtro antiparticolato non potranno più circolare.

Quando e dove? I blocchi sono previsti in tutta la città durante i giorni lavorativi (sabato e domenica esclusi) da ottobre ad aprile, dalle ore 7:30 alle 19:30. Nell’autunno del 2021 il blocco diventerà permanente e sarà attivo tutti i giorni dell’anno. Da ottobre 2024 toccherà alle diesel Euro 5, mentre il turno delle diesel Euro 6 arriverà nel 2025.

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