Reimmatricolazione auto: di cosa si tratta?

La reimmatricolazione auto è una pratica automobilistica da effettuare solo in alcuni casi specifici.

Per fare qualche esempio, la reimmatricolazione deve essere effettuata in caso di furto o smarrimento della targa, oppure quando si vuole rimettere in strada un veicolo radiato o demolito.

Se ti stai chiedendo se sia possibile far circolare di nuovo un qualsiasi veicolo semplicemente con la reimmatricolazione, sappi che non è così! Esistono infatti diversi casi specifici da tenere in considerazione.

In questa pagina, troverai tutte le informazioni di cui necessiti su come reimmatricolare un’auto e quali sono i relativi costi.

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1. Cosa si intende per reimmatricolazione auto?

Reimmatricolazione auto

Immatricolazione è un termine usato in svariati settori, come in quello universitario o militare. In tutti i casi esso implica una registrazione ufficiale, con rilascio di apposito numero identificativo. La stessa cosa accade nel caso delle auto.

Al pari dell’immatricolazione, anche per la reimmatricolazione si va a richiedere alla Motorizzazione Civile una nuova iscrizione nell’anagrafe dei veicoli autorizzati a circolare su strada e caratterizzati da una serie di requisiti tecnici e normativi. Tale iscrizione può avvenire con il numero di targa già posseduto dal veicolo o in caso contrario con uno nuovo.

Contestualmente alla reimmatricolazione avviene una reiscrizione del veicolo al Pubblico Registro Automobilistico, ma non in tutti i casi è possibile rivolgersi direttamente agli STA (Sportello Telematico dell'Automobilista) dell’ACI per avviare la procedura di reimmatricolazione. Per questo è necessario analizzare caso per caso le diverse situazioni in cui tale pratica è richiesta per legge.

2. Quando reimmatricolare un'auto?

Una reimmatricolazione auto è non solo necessaria, ma obbligatoria quando il numero di targa del veicolo risulta rubato, perso o danneggiato.

L’articolo 102 del Codice della Strada è molto chiaro in materia e prevede che in caso di furto, smarrimento, distruzione o deterioramento di una o entrambe le targhe si proceda con la richiesta di reimmatricolazione alla Motorizzazione Civile e contestuale reiscrizione al PRA.

In particolare:

Cosa fare caso per caso

  • Targa rubata o smarrita: entro 48 ore l’intestatario deve denunciare il fatto alle autorità competenti. 15 giorni dopo la denuncia, a meno che la targa non sia stata rinvenuta, si deve procedere con la richiesta di reimmatricolazione alla Motorizzazione Civile.
  • Targa distrutta: entro due giorni deve essere presentata la denuncia. Subito dopo si può procedere con la reimmatricolazione del veicolo alla Motorizzazione Civile.
  • Targa deteriorata: si può procedere subito con la reimmatricolazione. Va ricordato che circolare con targa non chiaramente leggibile è vietato e il Codice della Strada prevede una sanziona amministrativa che varia dai 41€ ai 168€

3. Reimmatricolazione auto radiata o demolita: è possibile?

Oltre alla casistica disciplinata dal Codice della Strada, è possibile immettere nuovamente un veicolo in circolazione tramite la reimmatricolazione quando si tratta di:

  1. auto di interesse storico o collezionistico radiate o demolite. Sono vetture cancellate d’ufficio dal Pubblico Registro Automobilistico secondo la legge 53 del 28.2.1983 in quanto auto storiche. Gli appassionati di auto d’epoca, ad esempio, si trovano spesso voler riportare in strada veicoli già destinati alla demolizione oppure in disuso, talvolta senza targa o libretto di circolazione;
  2. auto radiate d’ufficio per mancato pagamento della tassa automobilistica. Se il proprietario di una vettura non ha pagato il bollo auto per tre anni consecutivi, il Codice della Strada prevede la cancellazione d’ufficio dal PRA con interdizione dalla circolazione.

Attenzione! A parte il caso di veicoli radiati per bollo auto non pagato, le altre auto interessate da radiazione d’ufficio o per demolizione possono essere reimmatricolate solo se figurano in uno degli appositi registri per auto di interesse storico (come l’ASI, Auto-Moto- Club storico Italiano…)

4. Dove fare la reimmatricolazione e cosa serve?

Per reimmatricolare un’auto la procedura da seguire e i documenti di cui munirsi possono variare. Dipende infatti se chi vuole procedere con la reimmatricolazione possieda o meno targhe e carta di circolazione del veicolo in questione. Ecco come procedere a seconda dei casi e a quali uffici rivolgersi seguendo tutti i passaggi nel giusto ordine.

Come reimmatricolare auto con targa rubata, smarrita o danneggiata

Se la Carta di circolazione e CdP, certificato di proprietà, sono disponibili, è possibile rivolgersi direttamente ad uno STA (Sportello Territoriale dell’Automobilista) e fare la richiesta per la reimmatricolazione e reiscrizione al PRA.

I documenti necessari sono:

  • Modulo di richiesta di reimmatricolazione (DTT2119)
  • Modulo di richiesta di rinnovo iscrizione al PRA (NP2)
  • Carta di circolazione
  • Denuncia di smarrimento o furto della targa
  • Documento di riconoscimento dell’intestatario

In assenza di Carta di circolazione e/o certificato di proprietà, è necessario rivolgersi, prima di tutto, all’Ufficio Territoriale della Motorizzazione (UMC) che rilascerà carta di circolazione e targhe. Solo successivamente sarà possibile richiedere il rinnovo dell’iscrizione al PRA.

I documenti da presentare, in prima istanza, all’UMC sono:

  • Modulo di richiesta di reimmatricolazione (DTT2119)
  • Denuncia presso le Forze dell’Ordine

I documenti da presentare per la reiscrizione al PRA sono:

  • Modulo di richiesta di rinnovo iscrizione al PRA (NP2)
  • Nuova carta di circolazione
  • Denuncia di smarrimento o furto
  • Documento di riconoscimento dell’intestatario

Come reimmatricolare auto demolite o radiate

In questo caso la procedura può variare a seconda della presenza o meno di alcuni documenti del veicolo che si intende reimmatricolare.

Cosa fare caso per caso

  • Targhe originarie e carta di circolazione disponibili: è sufficiente rivolgersi al PRA per una reiscrizione del veicolo e successiva annotazione alla Motorizzazione Civile.
  • Solo targhe originarie senza carta di circolazione: è necessario procedere comunque con la reimmatricolazione del veicolo, con lo stesso numero di targa.
  • Targhe non disponibili: la reimmatricolazione dovrà essere richiesta direttamente alla Motorizzazione Civile con rilascio di nuova targa e carta di circolazione. Si può procedere poi con la reiscrizione al PRA.

Nel caso di reimmatricolazione con bollo auto non pagato, bisogna munirsi dell’attestazione di pagamento della tassa automobilistica arretrata, maggiorata del 50%.

Se invece si vuole reimmatricolare un veicolo storico radiato o demolito, ai fini della reiscrizione al PRA, sono richiesti:

  1. certificato di iscrizione ad uno dei registri storici previsti dall’articolo 60 del Codice della Strada;
  2. titolo di proprietà del veicolo con firma autenticata.

5. Quanto costa fare la reimmatricolazione auto?

Come tutte le pratiche auto, anche la reimmatricolazione ha un costo. Per effettuare tale procedura è possibile affidarsi alle agenzie private e in questo caso oltre ai normali oneri amministrativi sono richiesti supplementi di prezzo a libero mercato. Ecco quali sono le cifre da versare e quali gli enti beneficiari.

Costi reimmatricolazione auto

  • Spese destinate all’ACI/PRA: 27€ di emolumenti, 32€ di imposta di bollo.
  • Spese destinate alla Motorizzazione Civile: 10,20€ di Diritti DT, 32€ di imposta di bollo e da 41,78€ a 45,68€ come costo della targa.

È possibile effettuare il pagamento tramite bollettini prestampati o in bianco disponibili presso gli uffici postali o della Motorizzazione. Va detto che il versamento potrà essere effettuato anche presso gli STA dell’Unità Territoriale ACI al momento della richiesta, senza supplementi di costo.

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